Olimpiadi Roma 2024 | Un altro rischio "magna magna"? CIO, salvaci tu...

La candidatura dell'Italia arriva nel momento peggiore del paese

L'annuncio di Matteo Renzi, nel bel mezzo dell'inchiesta Mafia Capitale, si può paragonare al sorpasso in curva di un'automobile sprovvista di assicurazione, a 200 all'ora, con due ruote bucate e il serbatoio mezzo vuoto. In uno dei momenti peggiori della storia del paese, dal punto di vista economico, sociale, civico e culturale, il governo decide di buttarsi a capofitto sulle Olimpiadi del 2024. Un atto sicuramente coraggioso, ma anche del tutto irresponsabile. Se il serafico Monti, con il paese all'inizio della recessione economica, non prese neanche in considerazione l'idea di candidare Roma per le Olimpiadi del 2020, il vulcanico Renzi riabilita la città eterna che oltre allo sfacelo economico e sociale, ora è travolta anche dagli scandali politici e giudiziari.

Quasi a voler giustificare l'inevitabile candidatura di una città "chiacchierata" come Roma (resta pur sempre la capitale) Renzi e Maroni hanno aggiunto che per l'organizzazione delle Olimpiadi il progetto italiano prevederà l'affiancamento di altre importanti centri e regioni, come Firenze, Napoli e la Sardegna. Il premier si aggrappa alle nuove indicazioni del Cio che contemplano costi più bassi e ostruiscono la super candidature di città uniche, per evitare lo sperpero di denaro. Roma, ad ogni modo, sarà la città di punta del progetto. "Quella Roma che ci invidiano tutti, la Roma caput mundi, del Colosseo, dei Fori imperiali, di piazza Venezia, dell’Altare della patria, dell’Università di Roma, quella Roma sempre col sole estate e inverno, quella Roma ch’è meglio di Milano".

Ma anche quella Roma capitale di Italia '90 (l'ultimo grandissimo evento sportivo e internazionale realizzato nel "Belpaese") e dello spreco di denaro per i mondiali, dei milioni di euro buttati e spesi malissimo ai Mondiali di nuoto e di Mafia Capitale. E se usciamo per un attimo al di fuori dell'ambito sportivo e romano, non si può non accennare al marcio di scandali come l'Expo a Milano e il Mose a Venezia. Renzi manda un messaggio di speranza per riportare in alto il nome dell'Italia. Ma è davvero indispensabile per un Paese ancora antropologicamente incapace a costruire grandi opere e a organizzare senza scandali i grandi eventi, impelagarsi in un progetto enorme come le Olimpiadi?

La Grecia è uscita con le ossa rotte dalle Olimpiadi del 2004, preludio alla interminabile recessione economica. Non mancano esempi positivi di Olimpiadi organizzate bene, come Los Angeles e soprattutto Barcellona nel 1992: l'edizione catalana contribuì al miglioramento della vita dei residenti in molti quartieri della città. Le Olimpiadi invernali di Torino nel 2006 sono ricordate come esempio "positivo" (per gli ultimi standard italiani sicuramente sì...), ma in realtà Renzi dimentica le cifre dei costi e degli sprechi, nonché i numerosi impianti sportivi in disuso sparsi in Piemonte...

L'Italia, inoltre, ha già perso due barrage: per il 2004 fu proprio la Grecia a soffiarci le Olimpiadi, mentre per il 2012 l'Uefa ci snobbò, preferendo addirittura Ucraina e Polonia per l'organizzazione degli Europei di calcio. Da anni la credibilità politica dell'Italia è sotto zero e si presume che anche il Cio, nel 2015, difficilmente potrà fare finta di nulla. Se l'obiettivo del governo è di restituire lustro e dignità all'Italia con le Olimpiadi, ebbene, la sfiducia dettata dalle nauseanti esperienze del passato ci impone di pensare che siamo fuori strada.

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