Tennis, il padre di Camila Giorgi: "Doping? Controlli ridicoli, la gente deve essere libera di drogarsi"

Il padre e l'allenatore della tennista maceratese, intervistato da Il Secolo XIX.

Il 2015 ha finora regalato a Camila Giorgi la 31esima posizione nel ranking mondiale, il suo miglior risultato, conquistato soprattutto grazie all'arrivo al terzo turno degli Australian Open, dove quest'anno la tennista italiana di origini argentine ha battuto Flavia Pennetta e la ceca Tereza Smitková.

Camila Giorgi è stata convocata da Corrado Barazzutti per la Fed Cup e scelta come tennista singolarista per l'incontro tra Italia e Francia.

Sergio Giorgi, padre di Camila e suo allenatore, ha rilasciato un'intervista a Il Secolo XIX che non mancherà di far discutere.

Tra una dichiarazione riguardante la carriera della tennista 23enne e una confidenza riguardante il rapporto privato con la figlia, Sergio Giorgi si è lasciato andare ad alcune considerazioni sul doping quantomeno opinabili.

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Camila Giorgi | Il padre Sergio | Le dichiarazioni


Per quanto riguarda la scalata nella classifica WTA, Sergio Giorgi, argentino originario di La Plata, ha ammesso che la figlia è in ritardo rispetto alla tabella di marcia ma questo rallentamento non è affatto un problema:

Sì, siamo in ritardo di due anni, due anni e mezzo. Ma sono tranquillo, contento. Preferisco aspettare un po’ di più ma poi restarci, in alto. Ho visto tante ragazze arrivare a ridosso delle prime dieci e poi sparire, perché erano limitate.

Gli obiettivi per il 2015 sono i seguenti: arrivare nella top 20 e fare bella figura negli Slam. Sergio Giorgi ha metabolizzato bene la sconfitta di Camila contro Venus Williams agli Australian Open:

Camila ha giocato malissimo, al 30-40% delle sue possibilità, eppure ha quasi vinto. Va bene così.

Sergio Giorgi non ha paura di caricare la figlia di aspettative eccessive:

Penso che Camila possa vincere tutti i tornei dello Slam. Il tennis femminile è noiosissimo, ci sarà una partita bella ogni cento. Il gioco di Camila è divertente perché ci sono solo tre o quattro modi di difendersi, ma infiniti modi di attaccare. Camila fisicamente è tra le prime tre al mondo: ha fisico, potenza, coordinazione.

Giorgi senior, inoltre, ha respinto solo parzialmente l'etichetta di "padre padrone":

Il 99% della gente che parla fa bla bla bla. Gente che non ha fatto niente. Io non li seguo, io lavoro giorno per giorno, otto ore al giorno. Sono stato un padre padrone, sì. Le faccio un esempio: i miei figli, quando avevano un anno e cominciavano a camminare, quando mi vedevano si buttavano per terra. Sapevano che io non volevo che camminassero così presto. Hai tutta la vita per camminare, in quella fase è meglio esercitare le braccia.

Oggi però Camila, fortunatamente, è libera di fare ciò che vuole, anche partecipare alla Fed Cup che a suo padre non piace:

La Fed Cup continua a non piacermi. Il tennis è uno sport individuale e ognuno fa il suo percorso, le squadre sono una cosa astratta.

Come già anticipato, però, le dichiarazioni più controverse hanno riguardato il doping:

Certo che esiste. È pieno. Qualcuno ha un bravo medico che lo copre, ma basta guardare i muscoli di certe tenniste, o quanto corrono certi tennisti. Non è normale. I controlli sono ridicoli, inutili. L’unica soluzione è lasciare il doping libero, la gente deve essere libera di drogarsi, se vuole. Io non permetterei mai che Camila lo facesse perché il doping ti distrugge, e nella vita non c’è solo il tennis, è importante stare bene dopo. Il tennis è un riassunto della vita. E nella vita c’è chi gioca sporco, usa i gomiti, gli sgambetti, o ti pianta un coltello nella schiena. La vita è una giungla e devi essere pronto a tutto.

Ognuno deve essere libero di dire quello che vuole, certo, ma qui siamo ad un passo dall'apologia.

Foto | © Getty Images

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