Bike Sharing - Ancora turbolenze per Roma

Non c'è ancora pace per il servizio romano di bike-sharing che dal 1 giugno 2009 è passato in gestione all'Atac dopo la precedente sperimentazione spagnola di Cemusa. Le nuove biciclette verdi fiammanti, oltre che nuovi iscritti al servizio, hanno attirato anche l'attenzione di vandali e ladri. Ben 50 su 200 sarebbero i veicoli sino ad ora rubati: sradicati dalle rastrelliere, portati via segando i perni di bloccaggio o semplicemente non reinseriti nelle colonnine di custodia, causando un danno economico all'azienda pari a 13.500 euro ma, soprattutto, gettando più di un interrogativo sulla natura di tali atti.

Se da una parte il dato induce a riflettere ulteriormente sull'impennata degli atti di vandalismo nella capitale, e in particolare sui furti ai danni dei mezzi pubblici pari al 25%; dall'altra c'è chi sospetta si tratti di una possibile azione di sabotaggio ai danni di un servizio che, specie negli ultimi mesi, ha suscitato non poche polemiche.

Il Corriere della Sera ha riportato alcune dichiarazioni del presidente dell'Atac, Massimo Tabacchiera, dispiaciuto per un atto che in primo luogo danneggia gli utenti più che l'azienda e del tutto intento a potenziare il servizio e i controlli, ma anche perplesso dalla rapidità con cui si sono verificati tali furti, tanto da sospettare che a qualcuno il nuovo bike-sharing possa dare fastidio. Il servizio romano ad ogni modo non è l'unico che, negli anni, ha subito furti o atti vandalismo: anche a Parigi, nel giro di due anni, sono scomparse circa 8 mila bici. Sparizioni a parte, dal 1 giugno i dati riportati da Atac sono più che confortanti: 550 sono i nuovi iscritti, per un totale di 3200, di cui circa l'80% utilizzerebbe la bici per la prima mezzora, salvaguardando quindi la natura della condivisione e garantendo il circolo dei mezzi.

Le ore d'impiego sono state 3402, con un'entrata pari a 4300 euro. Diverse ancora le idee da realizzare: si vorrebbe estendere il servizio anche ai minori di 14 anni, potenziare le postazioni con maggiori controlli e sorveglianza e implementare la scuderia con almeno altre 100 biciclette. Nonostante il buon inizio quindi, il bike-sharing continua a far parlare di sé e a raccogliere pareri discordanti: continua infatti la polemica da parte del comitato bike-sharing romano che, come riportato sul blog, prende le distanze da quanto riportato sull'articolo del Corriere.

Via | Rivist@
Foto | Flickr

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