"The secret race", il libro che inchioda Lance Armstrong

the secret race

Tyler Hamilton è stato uno dei principali gregari di Lance Armstrong nella US Postal Service, tra il '95 e il 2000. E' diventato famoso per la vittoria della medaglia d'oro olimpica ad Atene e la seguente squalifica, perché trovato positivo alla pratica di emotrasfusione. Uno dei tanti ciclisti dopati, si potrebbe pensare.

Hamilton ha invece deciso di passare alla storia come il più grande rivelatore dei meccanismi del doping nel ciclismo professionistico. Insieme al giornalista Daniel Coyle ha appena pubblicato "The secret race", un libro che, come nessun altro testo in precedenza, racconta dall'interno il mondo marcio del ciclismo professionistico.

Il protagonista principale, accanto ai cenni autobiografici di Hamilton che si autoaccusa apertamente di ogni tipo di pratica illecita, è Lance Armstrong. Il sette volte vincitore del Tour, che nei giorni scorsi è stato privato dei titoli per il suo rifiuto di opportsi alle accuse dell'Usada (l'agenzia antidoping degli stati Uniti), è dipinto come la quintessenza dell'atleta dopato, spesso addirittura cavia per gli esperimenti con gli ultimi ritrovati della medicina deviata.

Il libro è ricco di aneddoti sconcertanti, talmente inconfutabili da sgombrare il campo dai dubbi anche negli occhi dei tifosi più ortodossi dell'ex campione texano. Hamilton descrive in alcuni passaggi il rapporto quasi morboso tra Armstrong e il medico italiano "profeta del doping" Michele Ferrari, la cui sola frequentazione costa oggi una squalifica per ogni atleta, ciclista o meno. Altre pagine sono dedicate al racconto dei sotterfugi per aggirare i controlli antidoping.

"The secret race" è appena uscito negli USA e probabilmente sarà presto tradotto anche nella nostra lingua, per consentire anche agli sportivi italiani o ai semplici appassionati di ciclismo di ricevere questo autentico e durissimo "pugno nello stomaco".

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