Alpinismo - La polemica del graffitaro delle Dolomiti

Paolo BeltrameC'è un autore di "graffiti" che non opera nelle città e nelle metropolitane, ma sulla cime della Alpi. L'ultima sua "opera" è apparsa di recente sulle Dolomiti. A scanso di equivoci diciamo subito che il "graffitaro delle Alpi" non ha intenzioni estetiche o artistiche, ma sarebbe mosso da uno spirito (più o meno) nobile.

L'uomo, che rapide ricerche hanno identificato come Paolo Beltrame, di Maniago, provincia di Pordenone, alpinista esperto e autore di numerose guide, sostiene che le sue tracce di vernice rossa vergate sulla nuda roccia siano necessarie per i meno esperti per non perdere alcune vie piuttosto complicate e mal segnalate. I segna-vie abusivi sono apparsi soprattutto sulle Dolomiti Orientali.

La polemica è aspra. La presunta sicurezza dell'alpinista a fronte di un "piccolo" scempio paesaggistico, ma c'è anche chi non la pensa in questo modo. Secondo alcune fonti del Soccorso Alpino questo tipo di segnalazioni rischiano di essere addirittura più pericolose per gli inesperti.

Beltrame ha dichiarato di aver dipinto la Cima dei Preti perché nella discesa, molto tortuosa, ci sarebbe il rischio di perdersi in caso di nebbia. Sarebbero in molti a sbagliare.

L’anno scorso il mio amico Renzo Corona, presidente del Cai di Maniago è morto perché rientrando dal passo del camoscio, in mancanza di segnali ha sbagliato canalone ed è precipitato. Stessa cosa per la coppia di tedeschi che la scorsa estate si sono persi sulle cime di Lavaredo: qualcuno ha cancellato i segni, si sono persi e lei è morta.

La sicurezza in montagna è sempre un tema caldo, ma in questo caso non può essere lasciata alla volontà di un "singolo" la responsabilità di indicazioni che possono garantire la vita degli escursionisti. Voi che ne pensate?

Via| Corriere

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