Coppa America: Unveiling Day

Domenica primo aprile è stato dato il via a uno degli eventi più attesi dai protagonisti e dagli spettatori della trentaduesima edizione della Coppa America: l’Unveling Day. Per l'occasione tutti i 12 team partecipanti all'America's Cup sono stati chiamati a scoprire la carena delle proprie barche.

Le sorprese non sono state poche, anzi, bisogna prendere atto che non vi sono due chiglie uguali. Così per le prue, di fogge e angoli diversi, e per le alette del bulbo, più o meno lunghe e con angoli diversi. Certamente, nessuno di questi parametri da solo, servirà a determinare se una barca sarà vincente. Piuttosto, è una prova per constatare come i progettisti abbiano cercato soluzioni alternative negli unici punti dove pare che questo regolamento di stazza sia ancora ”esplorabile”, ovvero l'insieme lama di deriva-bulbo che serve al raddrizzamento della barca. Scafi sempre più leggeri con un'idea semplice: ogni chilogrammo risparmiato sopra il galleggiamento viene messo nel bulbo per migliorare il raddrizzamento.

Tra i bulbi risultano evidenti le differenze di forma e di lunghezza, con +39 che arriva quasi a 8 metri detenendo il primato per la maggior lunghezza seguito da BMW Oracle, Areva, Shosholoza e Alinghi. Scelta opposta per Luna Rossa che ha un bulbo più ”massiccio” lungo circa 6 metri, così come spagnoli, svedesi, tedeschi e Mascalzone Latino. Team NZL ha presentato due configurazioni opposte nelle sue due barche.

Infinite le forme, il posizionamento, la lunghezza e l'angolo dei winglets, le alette laterali sul bulbo. Mascalzone Latino ha il record per quelle più lunghe, ben oltre il metro, mentre Victory Challenge vanta la forma più strana, una sorta di ”falce” ricurva.

Sul sito ufficiale dell'America's Cup potete leggere il report della conferenza stampa dei progettisti, che si è tenuta a Valencia proprio domenica scorsa.

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