Mondiali di Ciclismo: quella tv che non c'è

Mondiali di Ciclismo 2012

E' surreale, quello che sta accadendo ai Mondiali di Ciclismo 2012 di Limburg: la televisione latita e per conoscere i risultati bisogna fare i salti mortali, perché nemmeno il sito ufficiale ci viene in soccorso.

La cronosquadre donne l'abbiamo vista su RaiSport in differita. In diretta, solo una parte della cronosquadre uomini. Ed è surreale, perché questa prova che vedeva schierati in strada per la prima volta i Team UCI e non le nazionali, è stata creata e pensata in questo modo – e infatti, per questo, contestatissima: la prova a squadre a cronometro, prima di essere soppressa per un po', era per nazionali – per evidenti ragioni di sponsor.

Dopodiché, ieri sono state bellamente tagliate le gare a cronometro giovanili (la juniores e la under 23 uomini). Oggi si potrà vedere la cronometro donne elite (tagliata quella juniores) e domani la cronometro maschile. Nel weekend le due prove su strada uomini e donne elite.

Bontà loro, verrebbe da dire. Ma per una volta non è colpa della televisione italiana.

Sono i padroni di casa olandesi che non hanno ritenuto di mettere in campo una copertura di tutte le gare in programma.

Il motivo? Manco a dirlo: budget, null'altro.

La cosa paradossale è che i titoli in palio, rispetto alle passate edizioni dei mondiali, sono di più, ma comunque ne vengono messi in onda di meno: il minimo indispensabile per non scontentare l'UCI e per onorare il contratto.

Si tratta, senz'ombra di dubbio, di un precedente pericolosissimo, che mette a repentaglio il futuro di questo sport (e di tutti gli sport cosiddetti "minori"): si sa, se non si fa vedere in tv, è come se non esistesse. E lo sport, oggi, ha un bisogno disperato di farsi vedere in tv. Soprattutto il ciclismo, che deve provare a ricostruirsi un'immagine e una credibilità.

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