Paralimpiadi 2012, Annalisa Minetti contro Paolo Villaggio: "L'ignoranza è il più grande male del mondo"

Solo qualche giorno fa, a microfoni de La Zanzara su Radio 21, Paolo Villaggio aveva espresso parere contrario sulle Paralimpiadi di Londra 2012 scatenando un vero e proprio polverone tra atleti e federazione italiana (e non solo):

La mia non è crudeltà ma è crudele esaltare una finta pietà. Questo è ipocrita. Sembrano Olimpiadi organizzate da De Amicis con dei ‘personaggini’. Non fa ridere una partita di pallacanestro di gente seduta in sedia a rotelle. Io non le guardo, fa tristezza vedere gente che si trascina sulla sedia con arti artificiali. Mi sembra un po’ fastidioso, non è divertente. Ce n’é una, cieca, che fa i 200 metri in pista. Dicevano che si allena con due persone a fianco che le dicono dove andare. Tanto vale allora correre con il bastone.

Immediata la risposta di Annalisa Minetti che, in questa edizione, ha conquistato la medaglia d'oro nella specialità dei 1500 metri di atletica leggera (Fonte Stop):


Partendo dal presupposto che continuo ad andare per la mia strada, ritengo che l'ignoranza sia il più grande male del mondo e che combatterla sia difficilissima. Io penso che una voce piccolissima come quella di Paolo Villaggio, davanti a quella di 80mila persone che incoraggiavano gli atleti, invitandoli a non mollare mai, non si sia neppure sentita. Il messaggio che manda questa manifestazione è lo stesso che mi sforzo di portare avanti io da sempre: la vita è un dono prezioso, e in quanto tale, non va sprecato. Volere è potere, lo dico da sempre. L'unica differenza tra un atleta delle Paralimpiadi e quello delle Olimpiadi è che la maggior parte dei primi, quotidianamente, svolge tutt'altro lavoro. Mi sono resa conto che io e i miei compagni d'avventura, lontano dalle gare, svolgiamo i più disparati mestieri, ritrovando nello sport la dignità.

Archiviate le polemiche, l'atleta non esclude che possa tornare a gareggiare:

Anche se con le dovute differenze. In questi ultimi anni essendoci l'esigenza di dover bruciare le tappe, non sono mancate le tensioni e le ansie. Ecco, mi piacerebbe fare ancora sport ma all'insegna della serenità e dell'armonia.

Foto © TM News

  • shares
  • Mail