Ricordando Kurt Albert il grande "Rotpunkter"

E' stato il pioniere dell'arrampicata libera, Kurt Albert, 56 anni, insegnante di matematica e fisica, dall’altro alpinista fuori da ogni schema. Scomparso dopo una caduta di 18 metri in via ferrata. Iniziò giovanissimo e salì alcune delle grandi classiche delle Alpi: Sperone Walker sulle Grandes Jorasses e la parete nord dell'Eiger, a soli 17 anni.

Quando scoprì l’arrampicata sportiva ci mise del suo introducendo la filosofia "Rotpunkt", cioè dipingeva un punto rosso alla base di una via che era stata salita in libera, cioè senza l'uso di qualsiasi aiuto artificiale, lasciando lungo la via tutte le vecchie protezioni per coloro che desideravano salirla nella loro forma originale.

Non si contano le arrampicate in libera: la leggendaria “Eternal Flame” sulla Torre senza Nome di Trango con Wolfgang Güllich, Christof Stiegler e Milan Sykora. Di Albert sono anche la “Royal Flush” sul Fitz Roy in Patagonia ed “El Purgatorio” sull’Acopan Tepuis in Venezuela. Vie, anzi capolavori di arrampicata pura e senza artifici, che Albert è riuscito a portare sulle pareti più dure e remote del pianeta – dal Madagascar al Canada, dall’Antartide all’Africa – fissando dei traguardi che oggi fanno da metro di misura per i migliori alpinisti del mondo.

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