Nazionale di volley maschile: le scuse di Zaytsev, Travica, Sabbi e Randazzo

Attraverso i social network gli azzurri espulsi dal ct Berruto chiedono scusa.

Scuse di Ivan Zaytsev, Dragan Travica azzurri espulsi

Il giorno dopo la clamorosa espulsione dal ritiro della nazionale italiana di pallavolo maschile che si prepara ad affrontare la Final Six della World League arrivano le scuse ufficiali degli atleti cacciati, ovviamente tramite i social network.

Il più dettagliato è stato Ivan Zaytsev, che tra i quattro è anche quello più amato dai tifosi, e che su Facebook ha scritto un lungo post in cui spiega di aver sforato di tre ore il coprifuoco sabato sera e di ritenere tutto sommato giusta la punizione ricevuta, anche se fa male. Lo Zar poi pone l'accento sulla fatica che ha fatto per recuperare e farsi trovare in forma all'appuntamento con la World League e a come tutto il sudore versato in palestra e tutti quei sacrifici siano stati vanificati da una leggerezza e chiede scusa come uomo, come atleta che rappresenta una nazionale, ma anche come compagno di squadra e come padre di famiglia.

Ecco le parole di Zaytsev:

"Vi chiedo scusa e vi spiego perché...
Ho sbagliato, ho infranto una regola, ho scelto di non rispettare l'orario di rientro fissato per 23:30 di sabato sera tornando in camera di fatto alle 2:30. Il conseguente allontanamento è stato duro, crudele da accettare ma assolutamente comprensibile e mi rimetto alla decisione presa da Mauro, lo Staff e la Federazione Italiana Pallavolo.
Ho tradito la loro fiducia, quella di tutti i compagni e non sono stato un esempio da seguire o imitare per voi che mi sostenete, ho da chiedere scusa a tutti e spero di poter ribadire personalmente, come già fatto a Rio, le mie scuse ai ragazzi, Mauro Berruto e il Presidente Carlo Magri. Inutile spiegare che non avevo minimamente immaginato le conseguenze ma non cerco alibi o attenuanti, mi sono fatto il mazzo fino ad ora per rientrare in forma, per dimostrare che potevo reggere l'ennesimo cambio di ruolo, sapete tutti che non ero affatto convinto di riuscire a farlo nei migliori dei modi ma avevo dato questa disponibilità e la possibilità a me stesso di provarci con ogni goccia di sudore in palestra e in campo.. E poi.. Poi mi sono dato la zappa sui piedi da solo.. Tanta fatica per giocare queste finali, mi sentivo bene, ero carico a molla, saltavo la rete, ero concentrato..
Mi dispiace davvero.. Faccio il tifo per i ragazzi che si sono comportati meglio di me e che ora devono ritrovare in poco tempo l'organizzazione degli ingranaggi per cui tanto avevamo lavorato.. Ma sono sicuro che gli Atleti che ci sostituiranno faranno un gran bene e sapranno dare una bella mano e un gran contributo alla squadra..
Ho mille emozioni nel cuore e non potevo non dirvi queste parole, ci metto la faccia, d'altronde sono fermamente convinto che assumersi le proprie responsabilità fosse doveroso come Uomo in primis, Atleta rappresentante dell'Italia, come compagno di squadra, marito e padre di famiglia, figlio e punto di riferimento per molti di voi.
Con estrema sincerità,
Ivan Zaytsev"

Vi chiedo scusa e vi spiego perché...Ho sbagliato, ho infranto una regola, ho scelto di non rispettare l'orario di...

Posted by Ivan Zaytsev on Martedì 14 luglio 2015

Dragan Travica, che finora è stato il capitano della nazionale in questa edizione di World League, scrive su Instragram:

"Sono appena rientrato a casa dal Brasile. Il viaggio è stato molto lungo e insonne. Queste parole per ammettere di aver commesso una leggerezza, un'ingenuità che un professionista, per di più capitano di una squadra, non dovrebbe mai fare, soprattutto quando si gira il mondo a rappresentare il proprio paese. Mi dispiace profondamente per la situazione che si sta venendo a creare, ma mi sento abbastanza maturo e forte per sopportare ogni tipo di giudizio. Non servono giustificazioni, prese di posizione, vittimismi, non è nel mio stile. Mi prendo tutto quello che c'è da prendere. Perché è giusto così. Mi dispiace soprattutto per chi ci sostiene e per chi ci ha sempre seguito con tanto affetto. Voi siete i primi che non meritate tutto ciò.
Forza Azzurri!"

Più stringato, ma fondamentalmente sulla stessa lunghezza d'onda, Giulio Sabbi, che su Instagram dice:

"Nella vita capita a tutti chi più chi meno, di commettere degli errori!!
Ed essendo un atleta professionista in rappresentanza di un paese, ne ho commesso uno gravissimo.
Accetto giustamente tutte le critiche del caso.
Chiedendo scusa a tutto il movimento pallavolistico compresa la mia società d'appartenenza, per il brutto esempio dato!! Giulio Sabbi"

Infine le scuse di Luigi Randazzo su Facebook:

"Dopo due notti insonni e sicuramente a mente un po piu lucida, sono qui a scrivere una lettera di scuse a tutto il movimento pallavolo che sicuramente non merita tutta la cattiva pubblicità che è stata fatta finora... dalla Federazione Italiana Pallavolo a tutta la gente che ci segue e ci sostiene sempre con passione.
Ho sicuramente commesso un errore ed è giusto che io paghi per quanto accaduto. Siamo giocatori professionisti e questi errori non sono tollerabili in alcun modo sopratutto indossando una maglia che rappresenta un paese intero. Sono molto dispiaciuto e rammaricato per aver tradito la fiducia di persone che hanno creduto in me e di essere stato un cattivo esempio per le persone che ci seguono"

La cosa che ha fatto più male in questi ultimi due giorni è stato vedere come testate giornalistiche che non si sono mai interessate alla pallavolo hanno invece riportato la notizia dell'espulsione dei quattro azzurri. Vedere che testate come il Tg5 o SkyTg24 che, fatta eccezione per la nazionale femminile l'anno scorso della quale era inevitabile occuparsi visto l'incredibile successo nei palazzetti italiani, solitamente non si preoccupano nemmeno di comunicare ai telespettatori le medaglie conquistate dalla nazionale di volley, né tanto meno parlano mai delle squadre italiane che vincono coppe europee, si sono invece subito avventati sulla succulenta notizia della "notte brava" dei quattro pallavolisti, facendo immaginare ai telespettatori chissà che cosa e non una semplice violazione del coprifuoco.

Non conoscendo la reale gravità del fatto, viene da chiedersi chi abbia sbagliato di più: gli atleti con il loro ritardo o il ct che punendoli così platealmente ha messo in cattiva luce un movimento che, invece, è pieno di buoni esempi che solitamente prevalgono su quelli cattivi. Insomma i panni sporchi si dovrebbero lavare in famiglia, il problema è che l'Italvolley maschile, probabilmente, non è più una famiglia.

Foto © FIVB

  • shares
  • Mail