Doping, nell’atletica leggera un decennio di menzogne?

L’inchiesta di ARD/WRD e The Sunday Times rischia di provocare un nuovo terremoto nel mondo dell’atletica leggera

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A un anno dalle Olimpiadi di Rio 2016, un nuovo scandalo doping rischia di travolgere l’atletica leggera. L’emittente tedesca ARD/WRD e The Sunday Times sono riusciti ad avere accesso a 12mila analisi del sangue di 5mila atleti i cui risultati rivelerebbero “la straordinaria portata della truffa” che vede protagonisti gli atleti impegnati nei più importanti eventi del mondo.

L’indagine si è avvalsa della collaborazione di Robin Parisotto e di Michael Ashenden e i dati sono stati forniti da un informatore della IAAF, l’organismo mondiale che “governa” l’atletica leggera.

Secondo i due esperti l’esame dei dati rivela che:

- un terzo delle medaglie (146 di cui 55 ori) nelle gare di resistenza di Olimpiadi e Mondiali disputate fra 2001 e 2012 sono state ottenute da atleti con valori sospetti ai test antidoping. Nessuno di questi è stato privato della propria medaglia;
- le analisi del sangue di oltre 800 atleti (uno su 7 di quelli presenti negli archivi) sono anomale e suggeriscono il possibile utilizzo di doping;
- dieci medaglie a Londra 2012 sono state vinte da atleti con risultati discutibili ai test antidoping;
- in alcune gare tutti e tre gli atleti a medaglia hanno avuto risultati dei test sospetti;
- la Russia viene definita come “l’epicentro mondiale delle analisi del sangue” con l’80% delle medaglie provenienti da atleti con valori sospetti. E anche il Kenya conta ben 18 medaglie da atleti con valori sospetti;
- gli atleti utilizzano sempre di più le trasfusioni di sangue e le microdosi di Epo per aumentare il numero dei globuli rossi.

Parisotto ha dichiarato: “Non ho mai visto una serie così allarmante di valori sanguigni. Tanti atleti sembrano essere stati dopati nella più completa impunità e sembra che alla IAAF si siano seduti a guardare lasciando che questo accadesse”. Anche Ashenden non è da meno e afferma i file dimostrano come l’atletica leggera si trovi nella stessa “diabolica” posizione del ciclismo nell’era di Armstrong.

L’inchiesta è una vera e propria bomba a orologeria in vista dei Campionati mondiali di atletica che si svolgeranno a Pechino alla fine del mese. Ma non solo. Il 20 agosto si svolgeranno le elezioni per la presidenza della IAAF che vedono il britannico Sebastian Coe grande favorito davanti al russo Sergey Bubka. Coe ha fatto dei test antidoping indipendenti uno dei cavalli di battaglia della sua campagna elettorale.

Pur non contestando l’autenticità del database, la IAAF ha detto di essere sempre stata “in prima linea nella lotta contro il doping, la ricerca e l’implementazione di nuove tecnologie” e ha sottolineato che i 2 milioni di dollari spesi per la lotta al doping sono, in percentuale sul budget annuale, la cifra più alta spesa da un singolo sport per controllare i propri atleti.

Fra i primi sport, insieme al ciclismo, a introdurre il passaporto biologico, l’atletica leggera ha alle spalle una lunga storia di scandali legati al doping, dalla Germania Est, dove il doping era sponsorizzato dallo Stato, alla vicenda della Balco. Nulla in proporzione alla portata di quest’ultimo scandalo se le indiscrezioni di ARD e The Sunday Times dovessero essere confermate.

Via | BBC

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