Alpinismo: sfide in alta quota

Affrontare un’impresa in alta quota è una vera sfida, per cui è necessaria e fondamentale una preparazione fisica e mentale. Proprio come hanno fatto Jake Gyllenhaal e Josh Brolin, attori interpreti del film Everest in uscita sul grande schermo il prossimo 24 settembre.

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L'alpinismo è uno sport che spinge l'uomo a compiere imprese estreme, motivo per cui non si può improvvisare. Occorre una lunga e attenta preparazione prima di avventurarsi in una scalata, non solo fisica, ma anche mentale; e ricordatevi che, malgrado tutta la preparazione possibile e immaginabile, in quota possono sempre presentarsi degli imprevisti.
Per questo motivo, se si vuole davvero tentare l'impresa di scalare una montagna, magari una delle Seven Summits, non ci si può limitare a prepararsi sommariamente, ma occorre dedicarsi anima e corpo: le abilità richieste per avventurarsi in una sfida del genere sono infatti innumerevoli.
L'alpinista deve saper padroneggiare l’attrezzatura a sua diposizione, avere capacità di autoconservazione (ossia essere in grado di restare sempre idratato e nutrito) ed essere pronto a reagire in qualsiasi condizione ambientale si trovi.

Alpinismo: la preparazione fisica e mentale di base

Per praticare l'alpinismo ad alti livelli serve ed è indispensabile una preparazione fisica da atleta professionista, con allenamenti in palestra e all'aria aperta. Servono allenamenti cardiovascolari e sessioni di arrampicata in palestra su muri artificiali, consapevoli, però, che all'aperto è tutta un'altra storia. Bisogna affidarsi a un personal trainer esperto per programmi di allenamento specifici, mirati ad acquisire resistenza e forza nelle gambe, nelle braccia e negli addominali.
Dal punto di vista mentale, occorrono poi perseveranza e volontà, e una buona capacità di concentrazione. L’aspetto della “sfida” pervade tutto il mondo alpinistico: si tratta di un continuo confronto con se stessi, con le proprie capacità; la competizione consiste nel superare i propri limiti, e a volte anche le proprie paure. Se quindi la preparazione mentale in passato passava in secondo piano rispetto a quella fisica, oggi questo non accade più.

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Alpinismo: i rischi per la salute

Tutta la preparazione del caso non è sufficiente per avere la certezza di tornare a casa sani e salvi dopo un’impresa alpinistica. I rischi che si corrono sono tanti, oltre a quelli già citati dovuti al meteo e alle valanghe, agli imprevisti che possono danneggiare l'attrezzatura, ci sono anche malattie provocate dal freddo, dai geloni al congelamento, dall’ipotermia all’assideramento. Anche il sole può provocare danni. Inoltre, soprattutto quando si sale oltre i 2.500 metri, si può incorrere nel mal di montagna che nelle sue forme più gravi porta all'edema cerebrale da alta quota o all'edema polmonare da alta quota. Il mal di montagna si presenta con forte mal di testa, nausea, vomito, letargia e vertigini. Per cercare di evitare questi problemi occorre favorire l'acclimatamento, ossia un processo fisiologico che permette al corpo di adattarsi a condizioni climatiche e atmosferiche diverse da quelle a cui è abituato: occorre dunque avvicinarsi gradualmente all'alta quota, fermarsi di frequente, anche per pernottare eventualmente.

Le montagne più celebri da scalare

Per un alpinista, sarà quindi possibile cimentarsi nella sfida di una delle vette più famose al mondo, solo dopo una lunga preparazione fisica e mentale.

Le montagne più alte dei continenti della Terra sono indicate con l'espressione Seven Summits: sono il Kilimanjaro in Africa (5.895 m), il Massiccio Vinson in Antartide (4.892 m), il Puncak Jaya in Oceania (4.884 m), il Monte McKinley in Nordamerica (6.194 m), l'Aconcagua in Sudamerica (6.962 m), il Monte Bianco in Europa (4.810 m, ma se consideriamo anche i territori del Caucaso ci sarebbe l'Elbrus alto 5.642 m), l'Everest in Asia, che con i suoi 8.848 m è definito il Tetto del Mondo, perché è la vetta più alta, quella che ha ispirato le imprese più straordinarie, oltre a libri e film.

Il film più recente si intitola proprio Everest, è del regista islandese Baltasar Kormákur e ha preso ispirazione dal libro Aria Sottile di Jon Krakauer che racconta una storia vera.
Gli stessi attori del film, Jake Gyllenhaal e Josh Brolin, per prepararsi fisicamente alle riprese realizzate in Nepal e sulle Alpi italiane, hanno preventivamente praticato arrampicata sulle montagne di Santa Monica. Everest sarà presentato in anteprima mercoledì 2 settembre, quando aprirà la Mostra del Cinema di Venezia, e uscirà in tutte le sale il 24 settembre.

Iniziativa in collaborazione con Universal Pictures International Italy

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