Mondiali Rugby 2015: Australia e Argentina in semifinale, Scozia e Irlanda ko

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Mondiali Rugby 2015. L'Argentina schianta l'Irlanda 43-20 e conquista la semifinale con l'Australia. I Wallabies battono in extremis, 35-34, una grande Scozia e completano l'en plein delle formazioni dell'Emisfero Sud tra le quattro possibili vincitrici del titolo. Risultato sorprendente al Millennium Stadium con i Pumas in festa per un traguardo insperato ma meritatissimo.

Argentina - Irlanda 43-20

Supremazia schiacciante albiceleste in avvio. Nei primi 20 minuti, l’Irlanda (priva di O’Connell e Sexton) non è in campo, travolta dalla furia dei Pumas. Al 2’ arriva la prima meta con Moroni che si inserisce indisturbato all’ala. Al 9’ ecco la seconda con Imhoff servito al piede da Sanchez. Lo stesso regista segna due trasformazioni e una punizione per irregolarità in mischia dell’Irlanda. Sul 3-20, la spinta argentina si placa dopo un’ingenua ammonizione rimediata da Herrera e gli irlandesi, finalmente, risalgono il campo centrando la prima meta, al 25’, con Fitzgerald, subentrato all’infortunato Bowe e ben servito da Kearney (10-20).

Il tentativo di rimonta irlandese toglie qualche certezza all’Argentina che comincia a perdere disciplina. Madigan stampa sul palo una punizione alla mezzora e un’ingenuità irlandese vanifica una mischia a cinque metri dalla linea di meta avversaria. Succede poco negli ultimi cinque minuti e, all’intervallo, i sudamericani rimangono avanti a +10.

A inizio ripresa l’inerzia del match è ancora favorevole all’Irlanda che viene premiata dalla meta, al 48’, di Murphy imbeccato da un off load di Fitzgerald (17-20). Esulta capitan O’Connell in tribuna. Scricchiola l’Argentina che, tuttavia, riprende ossigeno con una punizione di Sanchez al 50’ propiziata da un fallo in mischia di Best (17-23). Gli risponde Madigan che riporta i suoi a -3 al 52’ (20-23). Lo stesso numero 10 irlandese fallisce il calcio della possibile parità al 60’, scaturito da un folle placcaggio irregolare di Ayerza.

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L'errore del regista irlandese segna la fine delle speranze di vittoria dei campioni del Sei Nazioni. L’Argentina, infatti, aumenta il gap al 63’ (20-26) con un’altra punizione di Sanchez, sanzionata per un placcaggio alto di Toner. E non è finita. Nella fase decisiva del match, la voglia di rimonta irlandese subisce un brusco stop con la meta dell’estermo dei Pumas, Tuculet che al 69’ finalizza all’angolo un’azione offensiva cominciata da una mischia nei pressi dei 22 metri avversari, nata a sua volta da un palla persa in avanti, ingenuamente, da Murray.

Sotto 20-33, l’Irlanda crolla definitivamente al 74’ con una splendida meta di Imhoff che prende palla da Fernandez Lobbe a metacampo, penetra tra i difensori irlandesi ed esulta già prima di schiacciare. Finisce 20-43. Che impresa dei Pumas. Per l’Irlanda, invece, fallisce di nuovo l’obiettivo semifinale, un'autentica maledizione vissuta di nuovo con il rimpianto di non esseri potuta giocare le chance di qualificazione con la formazione al completo.

Australia - Scozia 35-34

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Il quarto di finale, sulla carta, più chiuso nel pronostico si è rivelato più combattuto del previsto. Nel primo tempo non bastano tre mete ai Wallabies per ottenere la supremazia parziale. Segnano, nell'ordine, Ashley Cooper, Mitchell e Hooper, quest'ultimo con una maul avanzante. Nessuna delle tre mete viene trasformata da Foley. Decisamente meglio al piede Laidlaw che mette a referto 11 punti, due dei quali ad arrotondare la meta di Horne.

Nella ripresa, l'Australia prende in mano l'incontro e trova di nuovo la meta con Mitchell e Kuridrani. La Scozia reagisce con Seymour. Avanti 32-24 a dieci dal termine, i Wallabies subiscono un'orgogliosa rimonta scozzese con la punizione di Laidlaw e un'altra meta siglata da Bennett dopo intercetto su passaggio di Slipper. La trasformazione di Laidlaw regala il vantaggio agli scozzesi (32-34). A un passo dal ko, l'Australia si riversa in attacco. Fuorigioco Scozia al 79. Punizione e Foley non sbaglia sotto la pioggia battente. Finisce 35-34 con tanti rimpianti per gli sconfitti.

Mondiali Rugby 2015 | Programma quarti, 18 ottobre

Mondiali Rugby 2015. Oggi con Australia-Scozia e Irlanda-Argentina si completano i quarti di finale della World Cup. Già in semifinale Nuova Zelanda e Sudafrica, vincitrici, ieri, su Francia e Galles.

Quella tra l'Australia e la Scozia è il quarto, sulla carta, più facile da pronosticare con i Wallabies nettamente favoriti per la qualificazione nonostante le importanti assenze di Pocock e Folau. Si gioca a Twickenham, teatro delle belle vittorie nella fase a gironi degli australiani contro Inghilterra e Galles, due affermazioni che hanno ribadito ulteriormente quanto la compagine di Cheika possa davvero ambire al titolo. Attenzione, comunque, a sottovalutare la Scozia. Non manca certo l'orgoglio agli uomini di Cotter, tuttavia, nettamente sconfitti nel match più impegnativo della fase a gironi contro il Sudafrica.

Chi vince affronta in semifinale Irlanda o Argentina, in campo alle 17 a Cardiff. Archiviato il percorso netto nel girone, l'Irlanda, campione del Sei Nazioni, si presenta all'appuntamento odierno priva di alcuni uomini di fondamentale importanza nel XV titolare. Oltre al capitano O'Connell, fuori per un infortunio alla coscia che l'ha costretto a dire addio in anticipo alla nazionale mancheranno O’Mahony, O’Brien e soprattutto Sexton, indisponibile per un problema agli adduttori. Quest'ultimo sarà sostituito da Madigan, già subentrato con la Francia.

L'Argentina, sconfitta (inevitabile) con gli All Blacks, finora ha fatto il suo dovere superando facilmente Tonga, Nambia e Georgia, avversari nettamente inferiori ai Pumas che intravvedono la possibilità di raggiungere la semifinale per la seconda volta nella storia a otto anni di distanza dal meraviglioso Mondiale del 2007. Proprio in quell'edizione della WC, l'Argentino eliminò una deludente Irlanda nella prima fase. Da allora però sono cinque le vittorie consecutive dei Verdi che puntano a raggiungere una prima, storica, semifinale, traguardo che ancora manca (incredibilmente) a una Nazionale dominante in Europa.

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