Pantani: Antimafia indaga su Campiglio ‘99

La Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna vuole capire se la camorra decise l’esclusione di Marco Pantani dal Giro d’Italia del 1999. Il ‘Pirata’, in testa alla classifica della corsa, fu squalificato alla penultima tappa (Madonna di Campiglio) in seguito a valori di ematocrito più alti di quasi due punti rispetto al consentito. Un’intercettazione ambientale di un esponente della camorra, rivelerebbe infatti che la malavita organizzata campana decise estromettere Pantani dal Giro per evitare di pagare diversi miliardi di vecchie lire alle scommesse clandestine. Erano stati in tanti, infatti, a puntare sulla vittoria del ciclista romagnolo, che avrebbe costretto così la camorra ad un vero e proprio salasso.

L’intercettazione, fa parte del plico che la Procura di Forlì ha fornito alla Dda di Bologna e che fa riferimento all’inchiesta aperta nel settembre del 2014 per stabilire se ci possano essere state manomissioni nel test del sangue che costò a Pantani 15 giorni di sospensione con conseguente perdita del Giro d’Italia. Secondo quanto riferisce la ‘Gazzetta dello Sport’, la Dda ha preso tempo prima di agire e pare che oggi abbia in mano non solo l’intercettazione di cui sopra, bensì anche altri riscontri. A Forlì l’indagine è stata condotta con l’aiuto dei carabinieri della polizia giudiziaria e in più del Comando tutela della salute di Roma. Davanti ai pm forlivesi sono sfilati ciclisti, autisti, direttori sportivi e altri personaggi a vario titolo informati sui fatti.

Pantani-antimafia

Ora, l’intervento della Dda potrebbe ampliare gli orizzonti, senza impedire alla Procura di Forlì di proseguire il proprio lavoro. Anzi, potrebbe avvalersi di un importante supporto. Un ruolo importante, lo ricoprirà anche una testimonianza di Renato Vallanzasca, il boss della Comasina che ha raccontato un episodio risalente al 1999. Quando si trovava nel carcere di Novara, un detenuto gli aveva consigliato di puntare tanti soldi sui rivali di Pantani al Giro d’Italia "perché tanto il pelatino non arriva a Milano". Per anni, Vallanzasca si è rifiutato di rivelare di più temendo ritorsioni, ma ha riaperto il caso nel 2014 con un’intervista a Mediaset. Nel 2015 la svolta: in un interrogatorio il boss restringe il campo a pochi sospetti, uno dei quali dopo aver negato ogni coinvolgimento, fu intercettato mentre confermava ad un amico la versione di Vallanzasca.

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