E' morto Fiorenzo Magni

Fiorenzo Magni a Parigi 1953

Il ciclismo italiano perde una delle sue figure di riferimento, campione dei tempi eroici del pedale, valido avversario di Coppi e Bartali. Fiorenzo Magni, classe 1920, aveva cominciato a correre giovanissimo e, come molti della sua generazione, ha dovuto rinunciare agli anni migliori della sua carriera a causa della Seconda Guerra Mondiale. Aderì alla Repubblica Sociale Italiana e per questo subì una squalifica nell'immediato Dopoguerra, ma un'amnistia e successivamente uno studio più approfondito delle carte del Comitato di Liberazione Nazionale di Monza (dove si era stabilito dal '44) lo hanno scagionato dall'accusa di collaborazionismo.

Dopo essere risalito in sella nel '47 la sua carriera è decollata: nella sua bacheca ci sono tre Giri d'Italia ('48, '51 e '55 per cui è tuttora la maglia rosa finale più vecchia di sempre), tre Giri delle Fiandre consecutivi ('49, '50, '51) che gli valsero il famoso soprannome di "Leone delle Fiandre", varie tappe al Giro al Tour e alla Vuelta, un campionato italiano e tante altre gare, soprattutto in Italia.

Magni è stato anche un pistard di alto livello: nel 1942 stabilì i record sui 100 km e sui 50 km al velodromo Vigorelli di Milano, imprese che gli valsero una medaglia d'oro al valore atletico del regime fascista. La sua impresa più epica non è però legata a una vittoria, ma a un secondo posto: durante il Giro del '56, ormai a fine carriera, cadde e si ruppe una clavicola, ma tenne duro e arrivò al traguardo finale battuto solo da Charly Gaul.

FOTO | © Getty Images

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