Rio 2016, Brasile in un mare di problemi: dalla crisi politica ed economica all'emergenza zanzare

Un'inchiesta del Wall Street Journal svela quali guai sta affrontando il Brasile a pochi mesi dall'inizio delle Olimpiadi.

Il Brasile sta vivendo un momento particolarmente difficile tra la crisi economica che imperversa, portando con sé disoccupazione, aumento dell'inflazione e contrazione del Pil, e la crisi politica che si è acuita con l'apertura del procedimento di impeachment contro il Presidente Dilma Rousseff. A tutto questo occorre aggiungere il problema di vere e proprie epidemie dovute a zanzare del luogo portatrici di virus, tanto che si contano più di 1,58 milioni di casi di febbre dengue e un nuovo virus che si chiama Zika e che negli ultimi mesi ha infettato oltre un milione e mezzo di persone facendo registrare anche 3.200 casi di danno cerebrale infantile.

In questo quadro per nulla rassicurante si inserisce l'ansia per i preparativi in vista delle Olimpiadi a Rio de Janeiro. Da una parte gli organizzatori rassicurano che il 95% dell'Olympic Park è ormai completo, dall'altra, però, ci sono problemi di budget che rendono difficile la conclusione di alcuni lavori.

Per esempio, fa notare Will Connors in una sua inchiesta per il Wall Street Journal, il costo totale delle infrastrutture che è soprattutto a carico dei governi federali e locali è salito del 25% rispetto a quanto preventivato così come il bilancio del comitato organizzatore che è finanziato attraverso al vendita dei biglietti e le sponsorizzazioni e che è salito dai 4,2 miliardi di reais previsti nel 2009 a oltre 7,4 miliardi di reais spesi effettivamente.

E proprio la vendita dei biglietti è una delle note più dolenti, visto che entro il 31 dicembre 2015 meno della metà dei tagliandi destinati al mercato nazionale sono stati venduti. Il portavoce del comitato organizzatore Philip Wilkinson, però, ha detto che non c'è preoccupazione, perché i brasiliani tendono ad acquistare i biglietti a ridosso dell'evento e non con così largo anticipo.

I brasiliani, però, stanno attraverso la già citata crisi economica, per non parlare di coloro che sono fortemente contrari al fatto che il Brasile stia ospitando le Olimpiadi, così come erano contrari ai Mondiali di Calcio del 2014, quando infatti si registrarono numerose proteste davanti agli stadi (e anche dentro con fischi contro Rousseff).

E oltre alle proteste locali gli organizzatori sanno di doversi preoccupare dal punto di vista della sicurezza anche per il rischio di attentati terroristici, con un livello di allerta sempre più alto dopo gli attacchi di Parigi dello scorso 13 novembre. Si parla di un dispiegamento di forze mai visto prima per i Giochi Olimpici: 84mila soldati e poliziotti impiegati nei luoghi della manifestazione, circa il doppio rispetto a quelli utilizzati a Londra nel 2012. Tuttavia ci sono ancora problemi per la dotazione di metal detector agli ingressi e strumenti a raggi X.

Ci sono poi alcuni problemi che saranno risolti in extremis: uno di questi è il completamento di un tratto di metropolitana, di 16 km, che porterà circa 300mila passeggeri al giorno all'Olympic Park, ma che ancora non è stato completato l'inaugurazione è prevista per il 1° luglio, solo un mese prima della cerimonia d'apertura (in programma il 5 agosto 2016). Gli organizzatori su questo punto hanno detto che non c'è un piano B come per esempio degli autobus supplementari, dunque la metropolitana dovrà essere pronta entro l'inizio dei Giochi.
E altro problema da risolvere è quello della fornitura di energia elettrica di backup per i siti olimpici, in una città che subisce spesso dei blackout. Per ora non c'è ancora un fornitore, ma anche su questo punto gli organizzatori tranquillizzano e sostengono che il contratto sta per essere firmato.

Per quanto riguarda poi l'inquinamento delle acque intorno a Rio, e in particolare la baia di Guanabara dove galleggiano spesso immondizia e rifiuti di vario tipo, non sono ancora stati attuati i piani di depurazione, m per ora il governo sta usando misure di ripiego come delle piccole "eco-barche" che raccolgono i pezzi più grandi di rifiuti. L'acqua, però, resta quello che è…

Nella fotogallery in apertura di questo post potete vedere immagine relative ai lavori in corso, la favela nei pressi dell'Olympic Park, le zanzare contro cui è stato impiegato addirittura l'esercito, l'inquinamento della baia di Guanabara.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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