Uno dei più bei relitti del Mar Rosso: il Thistlegorm

Prendete il Mar Rosso con i suoi meravigliosi fondali ricchi di flora e fauna di ogni tipo e colore; aggiungete poi il relitto di un cargo di 131 metri affondato durante il 1941 ed ecco a voi una delle più belle immersioni su relitto di tutto il Mar Rosso.

Il Thistlegorm, costruito in Inghilterra nei cantieri J.L. Thompson & Sons questo cargo destinato al trasporto di materiali bellici venne varato a Sunderland il 9 aprile 1940. Il cargo era lungo 131 metri per una larghezza di 17,5 metri e una stazza di 9.009 tonnellate. Di proprietà della Albyn Line Ltd., era provvisto di un motore a tre cilindri a tripla espansione capace di sviluppare una potenza di 1.860 cavalli per una velocità di 10.5 nodi.

La prima settimana di settembre partì da Glasgow diretta verso il Mar Rosso, dopo una breve sosta a Cape Town per rifornirsi di carbone, la nave si diresse verso lo stretto di Suez. All’ancora nello stretto di Gobal, all’una e trenta del mattino del 6 ottobre 1941, venne inesorabilmente colpita e affondata.

L’esplorazione completa della nave viene normalmente effettuata in più fasi vista la grandezza e il perfetto stato di conservazione della quasi totalità della nave. Partendo dalla zona poppiera, sul lato occidentale si osserverà la grande elica e la meravigliosa poppa dal basso. Pinneggiando lungo il lato sinistro, si salirà fino al ponte superiore dove si trovano la mitragliatrice pesante e il cannoncino antiaereo ormai ricoperti da alcionari. Ben visibili sulla coperta a 25 metri di profondità, l’ampio squarcio aperto dalle bombe tedesche in corrispondenza della quarta stiva che conteneva munizioni, bombe, i due carri armati e una locomotiva che dopo l’esplosione è stata catapultata a una distanza di circa 30 metri dalla nave ad una profondità di 28 metri.

Si risale lungo il ponte, spesso contrastati da una corrente contraria diretta a sud-est, ci si dirige verso la prua dove a 15 metri si potrà osservare il grande salpa-ancore. L’ancora di sinistra è ancora appesa mentre la catena di dritta scende verticale sul fondo a 31 metri di profondità per poi snodarsi in direzione nord fino all’ancora distante una sessantina di metri.

Le altre immersioni saranno invece riservate all’esplorazione delle strutture interne della nave, delle tre stive e del loro carico. La prima stiva situata a prua è la più interessante: nella sua parte più profonda contiene casse di medicinali, fucili Lee Enfield MK III, stivali di gomma e pneumatici, mentre nel livello superiore si trovano le motociclette BSA e alcuni modelli di automobili Morris.

La seconda stiva posta in posizione mediana, il cui ingresso è fiancheggiato da due vagoni ferroviari, è suddivisa come la precedente in due livelli: in quello inferiore si trovano i camion Bedford mentre nel superiore vi sono altre motociclette BSA e automobili Morris. Immediatamente a poppavia della seconda stiva si trova la plancia parzialmente scoperchiata da cui si può accedere alla cabina di comando.

Procedendo verso poppa si giunge alla terza stiva nella quale si trovano per lo più casse di munizioni e bombe a mano: al di là si nota il foro del fumaiolo a poppavia del quale vi è lo squarcio corrispondente alla quarta stiva con i due cingolati MK II Bren Carrier.

Durante questa immersione si avrà la possibilità di osservare anche la ricca fauna che lo popola: dai banchi di platax ai barracuda, dalle grosse cernie ai banchi di carangidi e lutianidi.

E’ fondamentale seguire nel corso delle immersioni alcune regole di sicurezza. Innanzitutto la discesa e la risalita vanno effettuate tenendosi saldamente alla cima d’ormeggio della vostra imbarcazione poiché le correnti presenti che battono questo tratto di mare sono spesso intense e mutevoli e può accadere che in superficie la corrente sia di direzione opposta a quella in profondità. Un altro aspetto da non sottovalutare è l’aria, trattandosi di un’immersione al limite della curva di sicurezza.

Purtroppo oggi il gran numero di subacquei che giornalmente s’immergono sulla nave, ha raggiunto livelli insopportabili per la conservazione delle sue strutture e le bolle d’aria emesse che si accumulano contro le pareti della nave, creano rapide corrosioni che ne mettono in serio pericolo la sua sopravvivenza.

Qui sotto trovate due video che ripercorrono l'intero relitto del Thistlegorm

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