Tom Boonen ha vinto la Ride London Classic 2016

Sul podio anche Mark Renshaw e Michael Matthews.

Bella vittoria per Tom Boonen alla Ride London Classic 2016. Il belga dell’Etixx-Quick Step ha bruciato tutti nella volata finale dopo che sono falliti i tentativi di scombinare la corsa e evitare lo sprint da parte del Team Sky, la squadra più acclamata che oggi ha schierato anche Chris Froome, più che altro per festeggiare con il pubblico il terzo successo al Tour de France. Sul podio con Boonen salgono anche Mark Renshaw della Dimension Data e Michael Matthews dell’Orica-BikeExchange. Da sottolineare l'ottimo sesto posto di Paolo Simion della Bardiani-CSF.

Nei primissimi chilometri la velocità del gruppo è stata subito alta e ci sono stati alcuni tentativi di attacco, ma è stato solo al km 35 che finalmente tre corridori sono riusciti a staccarsi dal gruppo e sono stati presto raggiunti da altri tre uomini: Jelle Wallays della Lotto-Soudal, Jean-Pierre Drucker della BMC (vincitore nel 2015), Jonathan Lastra della Caja Rural, Jonas Rickaert della Topsport Vlaanderen-Baloise, Dexter Gardias della Pedal Heaver e Matthews Holmes della Madison Genesis.

Il vantaggio dei battistrada è presto salito a 4’ per poi stabilizzarsi a 3’ 50”, ma al km 53 la corsa è stata neutralizzata e i corridori si sono fermati e si sono seduti sull’erba ad aspettare. Il motivo dello stop è da rintracciare nel fatto che la corsa dedicata agli amatori, che ha avuto luogo oggi stesso, a causa di due gravi incidenti in seguito ai quali due persone sono state portate in ospedale, si è prolungata più del dovuto, generando così il caos in Dorking High Street quando è cominciata la corsa dei professionisti e la polizia, per motivi di sicurezza, ha dato ordine di bloccare momentaneamente i pro.

La corsa è ripartita dopo oltre 20 minuti di stop ed è stato ripristinato il gap tra fuggitivi e plotone guidato prevalentemente dal Team Sky, poi aiutato dall’Etixx-Quick Step e dall’Orica-BikeExchange.

Agli sprint intermedi si sono distinti Lastra e Rickaert, mentre sulle prime due salite del Ranmore si è messo in mostra Holmes. Proprio sulla seconda ascesa ha attaccato Geraint Thomas del Team Sky che ha presto guadagnato un notevole vantaggio e ha anche causato una certa selezione, tanto che nel plotone sono rimasti circa 25 uomini. Thomas, durante la discesa, ha superato Rickaert e ha ripreso Gardias, poi è stato raggiunto dal suo compagno di squadra Ian Stannard e da Patrick Bevin della Cannondale-Drapac, formando un gruppo di quattro contrattaccanti che hanno poi presto raggiunto gli uomini rimasti al comando.

Sulla salita di Box Hill Geraint Thomas, a circa 50 km dal termine, ha attaccato in solitaria guadagnando mezzo minuto di vantaggio sugli ex compagni di fuga e più di tre minuti e mezzo sul gruppo principale. Tra gli inseguitori, ovviamente, Ian Stannard non ha collaborato.

Ai -14 km, quando il gruppo guidato dall’Orica GreenEdge e l’Etixx-Quick Step si è avvicinato a 30” dai contrattaccanti e 1’ 25” da Thomas, Jelle Wallays ha attaccato, ma Ian Stannard lo ha subito ripreso e poi ha allungato da solo.

Ai -9 km il gruppo aveva solo mezzo minuto di ritardo, mentre Stannard è andato a tutta per raggiungere Thomas, ma entrambi i corridori del Team Sky, così come tutti gli altri ex fuggitivi, sono stati ripresi dal gruppo, dal quale, subito dopo il ricongiungimento, è partito in contropiede Sonny Colbrelli della Bardiani CSF. L’italiano, però, non ha avuto fortuna e così tutto si è deciso alla volata finale lanciata dalla Lotto-Soudal, ma sul traguardo è arrivato il graffio da campione di Tom Boonen.

Questi i primi dieci classificati della Ride London Classic 2016, tutti con lo stesso tempo:
1) Tom Boonen (Etixx-Quick Step) 4h 43’ 56”
2) Mark Henshaw (Dimension Data)
3) Michael Matthews (Orica-BikeExchange)
4) Jens Debusschere (Lotto-Soudal)
5) Jaroslaw Marycz (CCC Sprandi Polkowice)
6) Paolo Simion (Bardiani-CSF)
7) Floris Gerts (BMC)
8) Tobyn Horton (Madison Genesis)
9) Steele Von Hoff (One Pro Cycling)
10) Mark McNally (Wally Groupe Gobert)

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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