Del Potro in finale a Rio: il numero 141 che fa fuori Nadal e Djokovic

Olimpiadi Rio 2016. Del Potro finalista nel torneo di singolare. Che storia quella dell'argentino

Olimpiadi Rio 2016. Tennis. Juan Martin Del Potro è in finale nel torneo di singolare maschile, un traguardo impensabile alla vigilia dell'evento per il tennista argentino che si giocherà la medaglia d'oro, domenica 14 agosto, contro Murray.

Impresa che entra nella storia olimpica quella di Palito, arrivato a Rio de Janeiro, da numero 141 Atp (lui, ex top ten e campione Slam), senza troppe ambizioni e con le solite, tante, incertezze che ne hanno condizionato il rendimento in questa stagione, nella quale, il tennista di Tandil è rientrato dopo due anni e mezzo di stop a causa di due operazioni a un polso che ne hanno messo a repentaglio la carriera.

Ha voluto esserci a tutti i costi l'argentino, cui non è mai venuta meno la volontà di tornare quel tennista di un tempo che si è rivisto, in tutta la sua potenza e incisività, nel debutto olimpico contro un certo Novak Djokovic. Si, proprio il serbo, il numero uno del mondo, dominatore incontrastato della stagione, venuto a Rio con l'obiettivo di prendersi una medaglia a cinque cerchi, unico trofeo che manca al suo sterminato palmares ma uscito dal campo in lacrime, tramortito dai servizi e dai dritti ingiocabili del rivale, vincitore con un doppio 7-6.

Sarà il solito exploit estemporaneo, si diceva, lunedì scorso dopo quell'impresa e, invece, Delpo ha smentito tutti, superando Sousa, Daniel e Bautista, avversari alla portata ma che per un tennista non al meglio della condizione potevano nascondere non poche insidie.

La semifinale con Nadal è stata l'ultima tappa (finora...) di un percorso da incorniciare. Era destino che Delpo dovesse vincere. Raramente, nella sua decennale carriera, si è visto Rafa sbagliare un dritto come quello che ha consegnato la qualificazione in finale all'argentino sul 6-5 del tie break. Un destino che, stavolta, non è stato beffardo per Palito come quattro anni fa ai Giochi di Londra '12 quando, in semifinale, Federer si prese la vittoria 19-17 al terzo (senza tie break) con l'argentino, inconsolabile, in lacrime in panchina.

Lacrime, di gioia, che non hanno mai abbandonato Delpo a Rio

E' difficile trattenere le emozioni. Qui tutti i giorni sono speciali per me a livello emotivo, piango ogni notte. Mi piacerebbe essere nel mio Paese per poter ringraziare tutti coloro che mi stanno supportando

Domenica ci sarà tutta una Nazione (e tanti, tantissimi appassionati) a tifare per lui per la medaglia più bella ma più difficile da raggiungere.

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