Rio 2016: l’ultima Olimpiade dei “più forti di sempre”

L’addio ai giochi di uomini e donne di sport che hanno segnato gli ultimi 10-15 anni.

Si chiude il sipario sulle Olimpiadi di Rio 2016 che saranno ricordate anche come le ultime di alcuni campioni che con le loro imprese hanno segnato, nei rispettivi sport, gli ultimi 10-15 anni, chi a livello internazionale, chi a livello nazionale.

Stiamo parlando di gente come Michael Phelps e Usain Bolt, rispettivamente “il più grande nuotatore di tutti i tempi” e "il più grande velocista di sempre” che proprio oggi compie 30 anni. Non sono “opinioni” queste, ma sono affermazioni basate sui numeri e cioè sulle loro medaglie, i loro record, i loro trionfi. Phelps ha vinto 28 medaglie olimpiche ed è il più titolato nella storia delle Olimpiadi moderne (e non solo, ha battuto anche Leonida), mentre Usain Bolt ha vinto l’oro per tre volte di seguito, da Pechino 2008 a Rio 2016 passando per Londra 2012, sia sui 100 m, sia sui 200 m, sia nella 4x100 m. Cosa saranno il nuoto e l’atletica senza di loro lo scopriremo nei prossimi anni. Difficilmente vedremo qualcuno alla loro altezza, almeno per un po’, ma c’è la speranza che presto arrivino nuovi personaggi in grado di catturare l’attenzione come hanno fatto loro e di porsi dei traguardi impossibili rendendoli possibili, proprio come hanno fatto loro.

L’Italia in un solo colpo ha perso la sua nuotatrice più forte di sempre, la sua tuffatrice più forte di sempre e la sua ginnasta più forte di sempre (scusate la ripetizione, ma è dovuta): parliamo ovviamente di Federica Pellegrini, Tania Cagnotto e Vanessa Ferrari. Tutte e tre dicono addio alle Olimpiadi, le ultime due hanno proprio deciso di ritirarsi e le loro gare olimpiche sono state anche quelle che hanno chiuso la loro carriera.

Per Federica Pellegrini l’addio è con l’amaro in bocca, soprattutto perché ha ricevuto tante critiche immeritate, e forse continuerà a gareggiare, ma non fino a Tokyo 2020, quando avrà 32 anni. Come nuotatrice è già molto longeva e compete ancora ai massimi livelli, ma il quarto posto per un soffio nella sua gara, i 200 stile libero, è duro da digerire. Lascia il nuoto azzurro nelle mani di Gregorio Paltrinieri e Gabriele Detti, almeno qui gli eredi ce li abbiamo.

Chiusura amara anche per Vanessa Ferrari, perché anche lei ha chiuso con un doloroso quarto posto, ma ha potuto sentire per l’ennesima volta intorno a sé l’affetto di tutta Italia, che continua ad amarla e continuerà a farlo sempre. È la più giovane tra coloro che salutano le Olimpiadi, deve ancora compiere 26 anni, ma la ginnastica è uno sport per giovanissime e Vanessa non ce la fa più, visto che combatte con i problemi al tendine d’Achille ormai da molto tempo. Non è riuscita a vincere una medaglia olimpica, ma resta l’unica italiana ad aver vinto i Mondiali.

Tania Cagnotto, invece, dopo tanti tentativi, è finalmente riuscita a salire sul podio olimpico e non una, ma due volte: l’argento nel sincro con Francesca Dallapè e il bronzo dal trampolino da sola, dietro le cinesi, le uniche capaci di batterla. E ricordiamo che ai Mondiali di Kazan ha battuto anche le asiatiche, ma da un metro, gara che non c’è alle Olimpiadi. Tania chiude dunque nel migliore dei modi e il 24 settembre ha un appuntamento importante per la sua vita, il matrimonio e poi una nuova vita, ancora tutta da decidere.

Tra i tanti atleti che salutano le Olimpiadi, ci sono anche due ciclisti che hanno fan in tutto il mondo. Il primo è Bradley Wiggins, che ha chiuso con l’oro nell’inseguimento a squadre ed è ancora il britannico più medagliato della storia dei Giochi con 5 ori, un argento e 2 bronzi, ma il più titolato, visto che il suo collega Jason Kenny ha vinto 6 ori e un argento. Kenny però ha vinto solo in pista, mentre Wiggins ha vinto anche la cronometro su strada a Londra 2012, pochi giorni dopo essere diventato il primo britannico capace di vincere il Tour de France.

Il secondo è lo svizzero Fabian Cancellara con il suo bellissimo oro nella cronometro, il secondo dopo Pechino 2008, anno in cui vinse anche l’argento nella prova in linea. Per lui è stata l’ultima vittoria importante di una carriera inimitabile.

Piccola annotazione: i grandi campioni che abbiamo appena citato sono nati tutti tra il 1980 e il 1990, lo stesso decennio in cui è nata gran parte della redazione di Blogo Sport. Questo significa una sola cosa: che da Tokyo 2020, senza questi campioni, ci sentiremo sicuramente più vecchi e cominceremo sicuramente a fare i nostalgici, ma, almeno, potremo dire di aver visto tutte le vittorie dei più forti di sempre.

Rio 2016 - Le ultime olimpiadi dei più forti di sempre

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