Us Open 2016 | Wawrinka e Nishikori in semifinale, eliminati Murray e Del Potro

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Us Open 2016. Nishikori e Wawrinka in semifinale. Eliminati Murray (1-6; 6-4; 4-6; 6-1; 7-5) e Del Potro (7-6; 4-6; 6-3; 6-2) nei due match di quarti di finale disputati mercoledì 7 settembre. I due si sfideranno venerdì, giorno anche dell'altra semifinale tra Djokovic e Monfils.

Wawrinka - Del Potro

Primo set molto lottato. Del Potro spreca un break di vantaggio. Ripreso sul 4-4, nel tie break, l'argentino, subito sotto 4-0 riesce solo a limitare il passivo ma non a evitare il 7-5 con mini break decisivo subito sul 6-5. Equilibrato anche il secondo parziale, nel quale Delpo si stacca sul 3-3. La svolta del match nella terza frazione. La successione dei turni di servizio resiste fino al 4-3 per Wawrinka quando l'elvetico conquista il primo dei sei game di fila che lo proiettano sul 6-3; 4-0 nel quarto. Affaticato, Del Potro esce dal match e si congeda da NY, subendo il 6-2 che proietta Wawrinka alla terza semifinale allo Us Open nelle ultime quattro edizioni.

Nishikori - Murray

Nel primo set, Murray soffre solo nel game di apertura al servizio nel quale risale da 0-40 e annulla tre break point con cinque punti consecutivi. Dall’1-1, il britannico imprime il proprio ritmo all’incontro e annulla Nishikori con cinque game di fila e solo tre punti concessi in risposta.

Nel secondo parziale, la pioggia interrompe il match due volte con la conseguente sospensione per permettere il posizionamento del tetto. Alla ripresa del gioco, sul 2-2, scambio di break con Murray subito ripreso da un Nishikori, finalmente, efficace anche in risposta. Lo stesso avviene nel decimo game con il britannico al servizio per prolungare il set sotto 4-5. Con un errore di dritto, sul 30-30, Murray regala il set point al giapponese che decide di spingere sul punto successivo e forza un altro errore dell’avversario, stavolta di rovescio, per il 4-6.

Nel terzo set, la sfida cala di livello e il punteggio ne risente. Per due volte Murray si porta in vantaggio di un break ma Nishikori lo agguanta prontamente. Sul 4-4, l’inerzia sembra dalla parte del nipponico ma un disastroso nono game in battuta compromette l’avvenuta rimonta. Terzo break per Murray subito confermato a 0 al servizio e 6-4 salutato dal consueto C’Mon belluino.

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Chi si aspettava un’immediata resa di Nishikori si è dovuto immediatamente ricredere quando, in apertura di quarto set, Murray risprofonda nelle incertezze, smette di giocare e facilita il fin troppo rapido 1-6 a favore del nipponico che forza il match al quinto.

La crisi di Murray prosegue anche all’inizio del set decisivo e produce un ulteriore break per Nishikori che si ritrova a condurre 0-2 senza fatica allo scoccare delle tre ore di gioco. Rimane comunque un match senza padrone. Nel momento migliore, riemergono infatti i momenti di debolezza di Nishikori che rimette in partita Murray, perdendo malamente il servizio, a 15, nel quarto game, consentendogli di impattare 2-2.

La girandola dei break non si placa. Il britannico combina un altro disastro, in battuta, nel quinto gioco, facendosi rimontare da 40-15. Nishikori, stavolta, conferma l’allungo, sale 2-4 ma fa harakiri nell’ottavo game quando, in vantaggio 40-30, fallisce l’opportunità del possibile 3-5, affossando in rete una comoda volee a campo aperto.

L’errore destabilizza il giapponese e risolleva Murray che si prende l’immediato controbreak, pareggia 4-4, si impone nel successivo turno in battuta e pone l’avversario nella sempre ostica situazione di servire per rimanere in partita sotto 5-4. Nishikori la supera in sicurezza con un provvidenziale game a 0 al servizio (5-5). Le emozioni (e gli errori) non sono finiti. Sul 5-5; 30-30, un mortifero doppio fallo di Murray regala un break point che Kei concretizza prontamente respingendo d’istinto un potente passante dello scozzese. In vantaggio 5-6, Nishikori va a servire per la semifinale. Murray butta via tre risposte e fa esultare il nipponico. Ci sono volute quattro ore.

Us Open 2016 | Programma maschile, 7 settembre

Us Open 2016. Oggi, mercoledì 7 settembre, i due quarti di finale maschili, Murray-Nishikori e Wawrinka-Del Potro decreteranno la semifinale della parte bassa del tabellone. Già delineato, ieri, il primo confronto tra Djokovic e Monfils, vincitori su Tsonga per ritiro e Pouille in tre set.

Non prima delle 20, ora italiana, il primo match odierno tra Murray e Nishikori che tornano a incontrarsi a tre settimane dalla semifinale olimpica, vinta nettamente dal britannico 6-1; 6-4, ultima delle quattro affermazioni consecutive di Andy contro il giapponese che non lo batte dal round robin delle Atp Finals '14.

Inevitabilmente, anche oggi, Murray è il favorito per la qualificazione, forte di un momento di forma idilliaco (dal Queen's di giugno ha perso solo la finale di Cincinnati con Cilic) e di una fiducia nei propri mezzi forse mai provata in carriera. Benché sfavorito, Nishikori può e deve tentare di rendere la partita più combattuta del previsto anche se lo score recente del giapponese contro i top 4 del ranking è tutt'altro che soddisfacente.

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Nella nottata italiana, alle 3 circa, JM Del Potro sfida Stan Wawrinka. L'argentino non era più arrivato così lontano negli Slam dalla semifinale di Wimbledon '13, persa in cinque ore con Djokovic. La doppia operazione al polso e il calvario quasi interminabile per il recupero hanno tenuto Delpo lontano dal grande tennis per oltre due anni. La svolta, nell'ultimo mese con lo splendido torneo olimpico terminato con la medaglia d'argento e la continuità ritrovata anche a NY con tre vittorie in tre set (Schwartzmann, Johnson, Ferrer) cui si aggiunge il ritiro di Thiem agli ottavi.

Qualificazione più sofferta per Wawrinka. Nonostante un tabellone favorevole, Stan ha rischiato l'eliminazione al terzo turno con Evans con un match point annullato al britannico nel quarto parziale e palesato la solita discontinuità anche nell'ottavo con Marchenko, regalando, di fatto, un set all'ucraino.

I due si sono affrontati, lo scorso giugno, al secondo turno di Wimbledon. Vinse Del Potro in quello che è stato fino alle Olimpiadi, l'affermazione di maggior rilievo dopo il rientro. Se l'argentino dovesse ripetersi stanotte non sarebbe certo sorprendente.

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