Roberto Baggio, 30 anni fa il suo esordio in Serie A in Fiorentina-Sampdoria

Era il 21 settembre 1986.

Il grande Roberto Baggio è uno dei personaggi che più manca al calcio attuale. Da quando si è ritirato, il 16 maggio 2004, è sempre stato piuttosto schivo e raramente è apparso in pubblico, ha anche lasciato il ruolo di Presidente del Settore tecnico della Federcalcio quando si è reso conto che quell’incarico era una specie di contentino e per ora non ha ancora allenato in Serie A nonostante sia in possesso del patentino già da quattro anni. Oggi per Baggio è una giornata speciale o forse lo è di più per i suoi ammiratori, visto che non è mai sembrato un amante delle celebrazioni: la ricorrenza da appuntare è il trentennale del suo esordio in Serie A.

Era infatti il 21 settembre 1986 quando il 19enne Roberto Baggio da Caldogno apparve per la prima volta su un campo di Serie A, durate la partita Fiorentina-Sampdoria allo Stadio Comunale di Firenze, oggi intitolato ad Artemio Franchi. Baggio era stato acquistato dalla società viola per 2,7 miliardi di lire nella stagione precedente, ma poco prima di firmare il contratto si infortunò gravemente al ginocchio destro e restò lontano dal campo per oltre un anno. Gli infortuni furono una costante nella sua carriera, già il 28 settembre 1986, una settimana dopo l’esordio, subì una nuova lesione al menisco del ginocchio destro e si dovette operare di nuovo, restando di nuovo fuori dal campo fino a fine stagione quando arrivò anche il primo gol nella massima Serie: quello del pareggio per 1-1 contro il Napoli il 10 maggio 1987, rete che valse la matematica salvezza della Fiorentina.

La pazienza della Fiorentina venne ampiamente ripagata nelle stagioni successive quando Baggio divenne titolare formando con Stefano Borgonovo il tandem d’attacco B2 (perché avevano entrambi il cognome con la B come iniziale) che portò la squadra a metà classifica, dopo anni di lotte per la salvezza.

Baggio divenne fin troppo forte per la Fiorentina e così fu acquistato per 16 miliardi di lire dalla Juventus (più Renato Buso che valeva 2 miliardi). Era la stagione 1990-1991 e si avviava ormai a diventare il Divin Codino che tutti ricordiamo. L’apice della carriera è stato nel 1993, quando ricevette anche il Pallone d’Oro e l’anno dopo fu il calciatore più atteso dei Mondiali 1994 negli Usa, fu però ricordato soprattutto per il rigore sbagliato nella finale contro il Brasile.

L’avventura in bianconero è durata fino al 1995, anno in cui Baggio passò al Milan, poi nel 1997 arrivò il Bologna, l’anno dopo l’Inter, nel 2000 il Brescia dove rimase fino al 2004, tanto che la squadra ritirò la maglia numero 10 quel 16 maggio dopo l’ultima partita del Divin Codino, un Milan-Brescia 4-2 in cui Baggio si congedò con l’assist vincente per Matuzalem, uscì dal campo cinque minuti prima del fischio finale per ricevere la standing ovation e lì in campo c’era il suo amico Paolo Maldini ad abbracciarlo.

L’ultima partita con la nazionale, invece, è stata il 28 aprile 2004, un’amichevole contro la Spagna, e anche in questo caso ci fu la standing ovation al momento dell’uscita dal campo. Quella fu un vero e proprio tributo a uno dei calciatori italiani più amati di sempre.

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