Gli hacker russi gettano ombre sugli atleti italiani?

RETTIFICA - L’Avv. Carla Santamaria Amato, in qualità di legale dell’atleta Rachele Bruni, in seguito alla pubblicazione del nostro articolo relativo alle rivelazioni dei pirati di Fancy Bear, ci tiene a precisare quanto segue:

- il Formoterolo non è una sostanza sic et simpliciter vietata, bensì una sostanza il cui utilizzo terapeutico da sempre è stato concesso in caso di necessità soggettive previa autorizzazione TUE ma che la stessa sostanza, come deciso dalla Commissione WADA a Settembre del 2011 con effetto dal 1° gennaio 2012 (cfr. sito ufficiale WADA) è stata definitivamente ESCLUSA dalle sostanze proibite, entro determinati limiti di dosaggio (quelli concessi per un limitato periodo alla Bruni).

- l’atleta, benché usufruisse di regolare autorizzazione per l’utilizzo a scopo terapeutico del formoterolo - come da CERTIFICATE OF APPROVAL FOR THERAPEUTIC USE rilasciato dalla FINA e comunicato alla WADA per il quadriennio a partire dal 20/09/2010 (ma utilizzato dalla Bruni solo fino al settembre 2012), come indicato nell’articolo - e nonostante la citata esclusione della sostanza dalla lista di quelle considerate dopanti dal gennaio 2012, è stata comunque, nel medesimo periodo, sottoposta a svariati controlli antidoping da parte sia dell’organismo internazionale (WADA) che di quello nazionale, tutti con esito negativo (sia prima che dopo l’esclusione del formoterolo dalla lista delle sostanze dopanti).

Le nuove rivelazioni dei pirati russi

Doping: le rivelazioni degli hacker russi di Fancy Bear per la prima volta lambiscono anche lo sport italiano. Secondo i pirati informatici che hanno violato i database dell’agenzia mondiale anti-doping - riferisce Gazzetta.it nell'articolo <> - , cinque medagliati italiani sarebbero stati autorizzati all’uso di alcune sostanze proibite per scopo terapeutico. Ovviamente, l’autorizzazione è supportata da tanto di prescrizione medica e regolare dichiarazione da parte delle rispettive federazioni.

Nel pomeriggio di oggi, venerdì 23 settembre, i Fancy Bear hanno pubblicato sul loro sito in tutto 41 nomi di atleti sostanzialmente esenti dall’antidoping e tra loro ci sarebbero lo spadista Paolo Pizzo, la nuotatrice Rachele Bruni, il pallavolista Emanuele Birarelli, il canottiere Matteo Lodo e la pallanuotista Teresa Frassinetti. I cinque atleti, nonostante la vicenda stia avendo una grande cassa di risonanza, non rischiano assolutamente nulla, poiché le prescrizioni sono state tutte vidimate dalla Wada.

Secondo le rivelazione degli hacker russi, le prescrizioni più importanti riguardano Paolo Pizzo, medaglia di argento a squadre con la spada maschile agli ultimi Giochi, e Rachele Bruni, argento nella 10 km di nuoto di fondo. In questo caso, il farmaco autorizzato sarebbe il formoterolo, utilizzato per la cura dell’asma e prescritto per quattro anni, ossia dal 2010 al 2014. Il capitano della nazionale maschile di volley, Birarelli, è stato invece autorizzato all’assunzione di betametasone (asma) e prednisone (problemi reumatologici) per tre settimane. Il periodo è quello relativo all’infortunio in coppa del mondo, ossia al settembre 2015.

Teresa Frassinetti, argento con la nazionale di pallanuoto femminile, ha invece assunto per quattro giorni a luglio 2016 il prednisone, mentre Matteo Lodo ha preso il beclometasone (farmaco per la cura di problemi con le vie respiratorie) per otto giorni tra fine luglio e inizio agosto.

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