Doping, la denuncia di Federer: "Nel tennis ci sono pochi controlli"

All'alba del suo esordio al Masters di Londra, ultimo appuntamento della stagione 2012, Roger Federer ha parlato di doping. Nel tennis i casi di positività a sostanza dopanti sono sempre stati rarissimi, ma il campione svizzero ha espresso preoccupazione perché i controlli sono diminuiti nel tempo. Secondo Federer infatti, 6 o 7 anni fa i giocatori erano sottoposti a molti più test a sorpresa. Queste la parole di Federer:

"Sono meno controllato di sei o sette anni fa e non so il perché. Sono d'accordo con Murray (che aveva fatto un appello analogo pochi giorni fa, ndr). Non si fanno molte analisi del sangue durante l'anno. E' vitale che lo sport rimanga pulito, deve esserlo. Abbiamo una buona reputazione al riguardo e vogliamo assicurarci che tale resti".

Federer non ha tutti i torti. Il fatto che siano stati pochissimi i casi di doping nel tennis non deve far abbassare la guardia a chi è proposto a controllare. E' chiaro che il tennis non è squisitamente uno sport di fatica nel quale il doping potrebbe portare un tennista scarso a fare il salto di qualità, ma questo non è un buon motivo per mollare la presa consentendo a qualche furbo di approfittarsi della situazione.

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