Antidoping, Froome sul sistema TUE: “È aperto ad abusi. Serve una riforma”

Il vincitore del Tour de France interviene apertamente sullo scandalo doping scatenato dagli hacker russi di Fancy Bears.

Nonostante lui stesso vi abbia fatto ricorso, Chris Froome critica apertamente il sistema della autorizzazioni terapeutiche momentanee (TUE) attraverso il quale la WADA, agenzia mondiale antidoping, consente agli atleti di usare per un delimitato periodo di tempo dei farmaci che solitamente sono vietati perché considerati dopanti.

Il tre volte vincitore del Tour de France oggi è intervenuto direttamente sul caso dello scandalo doping scatenato dall’azione degli hacker russi di Fancy Bears, che hanno svelato quante e quali autorizzazioni sono state concesse dalla Wada durante le Olimpiadi di Rio 2016. Il corridore del Team Sky ha scritto un breve post su Twitter:

“Prendo la mia posizione nello sport molto seriamente e so che non solo devo rispettare le regole, ma devo anche spingermi otre per dare il buon esempio sia moralmente sia eticamente.

È chiaro che il sistema TUE è aperto ad abusi e credo che l’Uci e la Wada debbano affrontare questo problema al più presto. Allo stesso tempo, ci sono atleti che non solo rispettano le regole che sono in atto, ma anche quelle del fair play.

Non ho mai avuto un approccio del tipo ‘devo vincere a tutti i costi’. Non sto cercando di spingere più in là i confini delle regole. Credo che gli atleti abbiano bisogno di prendersi delle responsabilità in prima persona fino a quando non saranno messi in atto dei protocolli più rigorosi”

Froome, insomma, fa capire di non essere un atleta tipo Lance Armstrong, che doveva vincere a tutti i costi, e in effetti ha sempre dimostrato di accettare con fair play le sconfitte, l’ultima quella alla Vuelta, dove ha riconosciuto apertamente la superiorità di Nairo Quintana. Il keniano bianco invita dunque i suoi colleghi a essere più responsabili nel richiedere l’utilizzazione all’uso di farmaci proibiti, fino a quando l’Uci e la Wada non provvederanno a rendere più severe le regole attuali.

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