Volley, tre ragazzine deferite per aver festeggiato con le avversarie

Due 12enni e una 13enne punite perché hanno partecipato a una giornata di festa organizzata dalle avversarie a campionato finito.

Giovani pallavoliste deferite a Parma

ParmaToday ha raccontato oggi una storia che non fa molto onore alla Federazione di pallavolo italiana: è quella di tre ragazzine, due dodicenni e una tredicenne, tesserate per la società Coop, che lo scorso 8 giugno, quando il campionato era finito da circa un mese, hanno partecipato a una giornata organizzata da un’altra società, la Energy Volley. Si trattava di una giornata di festa e di gioco a cui le ragazzine hanno partecipato accompagnate dai genitori.

Ebbene, per il sol fatto di aver partecipato a quella giornata quando era ancora in essere il contratto con la società Coop (fino al 30 giugno, ma avevano già deciso di andare via), le ragazzine sono state deferite al Tribunale sportivo di Roma. L’accusa? È quella di aver violato il regolamento Fipav nella parte in cui è vietato agli atleti tesserati per una società di “allenarsi con altro sodalizio”. È bene precisare che in questo caso non si trattava di un allenamento, ma di una festa, anche perché la stagione era ormai più che conclusa, assolutamente archiviata.

La madre di una delle tre ragazze coinvolte, Jessica Mambriani, ha spiegato a ParmaToday che lei e i genitori delle amiche della figlia erano andati alla festa senza pensare minimamente che ci potessero essere dei problemi. La donna ha anche sottolineato come questa storia le venga a costare economicamente, perché stiamo parlando di una causa, e sono spese che si vanno ad aggiungere a quelle già sostenute per tutto l’anno, dall’aliquota obbligatoria agli extra richiesti dalla società. Addirittura il padre della ragazzina, proprietario di una pasticceria a Parma, aveva anche fatto da sponsor alla squadra.

La signora Mambriani ha spiegato:

“Il regolamento a quanto pare vieta ad un atleta tesserata di mettere piede in un campo in concessione ad altro sodalizio, questo però è valido per i tesserati Fipav dai 6 ai 30 anni. E nessuno aveva mai impugnato il regolamento per bambine di così giovane età. Questa situazione mi è già costata soldi e fatica”

Purtroppo in questo caso, oltre che la società Coop, anche la Fipav fa una brutta figura, perché la regola è davvero assurda, visto che stiamo parlando di uno sport che si distingue per il clima quasi sempre sereno e amichevole sugli spalti e per l’operato di alcune società, come la super-vincente Modena, che spesso promuovono anche il “terzo tempo” con gli avversari.

Foto © Rubin/LVF

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