Doping, Michele Scarponi ammette incontri col Dottor Ferrari

Il vincitore del Giro D'Italia 2011, Michele Scarponi si è presentato oggi spontaneamente alla Procura Antidoping del Coni a Roma, per chiarire la propria posizione riguardo gli incontri avvenuti con il dottor Michele Ferrari, inibito dal Comitato Olimpico Nazionale.

Scarponi ha voluto mettere in chiaro la sua posizione dopo le intercettazioni telefoniche che sono state raccolte dalla Procura di Padova.

Queste sono le dichiarazioni del ciclista marchigiano pubblicate da La Gazzetta dello Sport, con le quali Scarponi ammette di aver visto il dottor Ferrari ma di aver agito in assoluta buona fede, non sapendo della sua inibizione, in corso dal 2002:

Ho ammesso di avere effettuato un test di due prove con il dottor Ferrari nel settembre 2010 quando era in scadenza il mio contratto con il team Androni Giocattoli. Dopo poco ho firmato il contratto con la Lampre e sono stato seguito già dalla fine di ottobre 2010 dal Centro Mapei, così come ho documentato. Ero convinto che dottor Ferrari non fosse inibito e quindi ho agito in buona fede.

Dopo le ammissioni, Scarponi rischia ora una squalifica di tre mesi:

È molto probabile che la Procura Antidoping chieda il mio deferimento, avendo io stesso accettato la contestazione disciplinare ed avendo io stesso chiesto che la mia posizione venga chiarita al più presto anche nell'interesse della mia squadra.

Per lo stesso motivo, ossia la frequentazione di dottori inibiti dal Comitato Olimpico Nazionale, anche Filippo Pozzato fu sospeso per tre mesi proprio alla vigilia di Londra 2012.

Riguardo la lotta al doping nel ciclismo, invece, questa è la soluzione più giusta secondo le opinioni di Marco Pinotti. Il ciclista 36enne, in un'intervista sempre pubblicata da La Gazzetta dello Sport, vorrebbe un'inasprimento delle multe:

Bisogna rendere il doping non conveniente dal punto vista economico. Bisogna trovare una soluzione legalmente sostenibile in modo che ci sia una sanzione pecuniaria molto più alta di quella attuale. E chi non la onora non torna a correre. Ad oggi, spesso i benefici superano ancora in modo enorme i rischi. Se esce un nuovo farmaco non rintracciabile, ma con effetti che migliorano la prestazione, ci vogliono forti valori morali per non farne uso. Prendete un corridore che è senza punti e sa che a fine stagione si troverà senza squadra e senza futuro. Cosa fa? Comincia a doparsi per fare risultati, quindi punti. Se lo trovano positivo lo squalificano, ma tanto sarebbe rimasto ugualmente a piedi.

Foto | © Getty Images

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