Wiggins e Team Sky indagati dall’antidoping UK

L’indagine riguarda un episodio del 2011.

Non è ancora chiusa la questione dei sospetti di doping che hanno cominciato ad aleggiare su Bradley Wiggins dopo le rivelazioni degli hacker russi di Fancy Bears, che hanno evidenziato come anche il baronetto abbia fatto ricorso a TUE, ossia ad autorizzazioni per l’uso di farmaci normalmente non consentiti. In particolare Wiggo ha usato il triamcinolone acetonide, corticosteroide ad azione prolungata che serve per curare l’asma e per poterselo somministrare ha chiesto e ottenuto tre TUE: una il 29 giugno 2011, la seconda il 26 giugno 2012 (prima del Tour de France che ha poi vinto) e la terza il 23 aprile del 2013, ossia prima del Giro d’Italia da cui si è poi ritirato per un’infezione alle vie aeree.

Wiggins, appena questa notizia si è diffusa per colpa degli hacker russi, ha rilasciato un’intervista al programma Andrew Marr Show della BBC, andata in onda il 25 settembre, durante la quale ha spiegato che con quel farmaco non cercava un “vantaggio ingiusto”, ma voleva curare una condizione clinica, perché da sempre soffre di asma e non voleva che diventasse un problema in corsa.

Ora è saltato fuori che su Wiggins e il Team Sky è in corso un’indagine da parte dell’Ukad, l’agenzia antidoping britannica. A rivelarlo è stato il giornalista Matt Lawton sul Daily Mail e ha spiegato che l’inchiesta riguarda un episodio specifico avvenuto nel 2011, per la precisione il 12 giugno, ossia 17 giorni prima che Wiggo ottenesse la Tue per il triamcinolone acetonide. Quel giorno, mentre il baronetto e la sua squadra festeggiavano la vittoria al Giro del Delfinato, è arrivato Simon Cope, che in quel periodo allenava le donne della squadra britannica e oggi è manager proprio del Team Wiggins, con un pacco.

Il problema per l’Ukad è rappresentato proprio dal contenuto e dal destinatario di quel pacco, che per ora non si conoscono. Non si sa, insomma, se dentro ci fosse il triamcinolone acetonide e se il pacchetto fosse destinato a Wiggins o a un altro dei suoi compagni di squadra.

Dal Team Sky hanno subito fatto sapere di aver avviato una verifica interna, ma hanno anche detto di essere sicuri che non ci siano stati illeciti.

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