Ciclismo, anche il ct Shane Sutton investito da un'automobile

A poche ore dall'incidente in cui è rimasto ferito il ciclista Bradley Wiggins,  investito da una donna al volante, durante un allenamento sulle strade del Lancashire, anche Shane Sutton, ct della nazionale britannica e quindi allenatore anche di Wiggins, è rimasto coinvolto in un'incidente automobilistico.

Sutton, infatti, stava andando con la sua bicicletta sulle strade del Levenshume, a Manchester, quando è stato investito da un'utilitaria. L'episodio è avvenuto questa mattina.

La federciclismo britannica ha comunicato che al ct sono state riscontrate una serie di contusioni e una possibile commozione cerebrale.

Mentre il ct 55enne della nazionale britannica, quindi, trascorrerà i prossimi giorni in ospedale, Bradley Wiggins ha, invece, lasciato la struttura dov'era ricoverato, l'ospedale di Preston.

Dopo la coincidenza che ha visto il verificarsi di due incidenti a due importanti personalità del ciclismo britannico, nel giro di poche ore, la Federazione ha emesso questo comunicato affinché la sicurezza dei propri tesserati venga preservata. Queste sono le dichiarazioni riportate da CalcioSport24:

Il ciclismo non è un'attività intrinsecamente pericolosa, ma molto c'è ancora da fare per migliorare le condizioni dei ciclisti sulle strade. Il ciclismo britannico chiede al governo di mettere la bicicletta al centro della propria politica dei trasporti per garantire che la sicurezza dei ciclisti venga garantita nei progetti delle nuove strade piuttosto che solo ripensata.

Un'affermazione simile ma più accesa è stata rilasciata anche da Martin Gibbs, responsabile della British Cycling. Queste sono le dichiarazioni riportate da CicloWeb:

È molto raro che due ciclisti o allenatori vengano investiti in allenamento, ancor più raro se ciò accade a poche ore di distanza. Ci auguriamo che Bradley e Shane si rimettano presto. Chiediamo al governo di mettere la bicicletta al centro della politica del Ministero dei Trasporti, al fine di garantire la sicurezza dei ciclisti. Questi incidenti ci ricordano che abbiamo ancora molta strada da percorrere, guardando gli esempi all'estero. Prendete Copenhagen: là circa il 30% di chi si sposta lo fa in bicicletta. Il Ministero dei Trasporti deve smettere di pensare al ciclismo come ad un surplus. Ci dev'essere inoltre più rispetto tra ciclisti ed automobilisti, non dobbiamo far sì che tutto questo diventi una specie di battaglia tribale.

Foto | © Getty Images

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