Maratona di Pechino 2012: nessun atleta giapponese parteciperà alla corsa

All'edizione di quest'anno della Maratona di Pechino, che si terrà il prossimo 25 novembre, non parteciperà nessun maratoneta giapponese. La decisione è stata presa dagli organizzatori dell'evento.

Le recenti manifestazioni anti-giapponesi in Cina, infatti, che si sono svolte in seguito alla decisione del Giappone di nazionalizzare le isole Senkaku/Diaoyu, che sono contese proprio con la Cina, non permettono di assicurare la sicurezza degli atleti provenienti dal Sol Levante.

Oltre agli atleti, anche le aziende giapponesi non avranno il permesso di sponsorizzare la manifestazione.

La decisione di escludere i corridori giapponesi dalla Maratona è stata ritenuta inevitabile dopo gli atti vandalici delle scorse settimane, durante i quali sono stati presi di mira soprattutto ristoranti e negozi, simboli del Giappone. Gli incidenti si sarebbero verificati in ben 72 città della Cina. A Pechino, l'ambasciata del Giappone è stata danneggiata a colpi di sassi e altri oggetti.

Per quanto riguarda l'edizione 2012 della Maratona di Pechino, gli atleti che parteciperanno saranno oltre 26mila.

La notizia dell'esclusione dei giapponesi è rimbalzata, ovviamente, su molti media in Oriente. Il South China Morning Post, quotidiano di Honk Kong, in particolare, ha riportato la notizia che gli atleti provenienti dal Giappone possono correre ma solamente sotto l'insegna della bandiera di un'altra nazione.

Per ciò che riguarda la sovranità delle Isole Senkaku, o Diaoyu secondo il nome cinese, l'arcipelago è amministrato dal Giappone ma è stato rivendicato sia dalla Cina che dal Taiwan.

Nel luglio 2012, un peschereccio taiwanese, scortato da 5 navi della Guardia Costiera Taiwanese, ha attraccato sull'isola, piantando una bandiera della Cina. Lo scorso agosto, 14 attivisti di Honk Kong sono stati arrestati dalle autorità giapponesi, dopo essere sbarcati sull'isola per piantare bandiere cinesi e del Taiwan. Sempre in agosto, una decina di nazionalisti giapponesi hanno piantato bandiere del loro paese. A settembre, il governo della Cina ha inviato due pattugliatori per riaffermare la propria sovranità sulle Senkaku.

Foto | © Getty Images

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