Il segreto di Froome al Tour de France? La sete. Parola del medico Sky

La disidratazione funzionale è l’ultima trovata in casa del team britannico.

Il Team Sky ha vinto il Tour de France quattro volte in cinque anni, una con Bradley Wiggins e tre con Chris Froome. Ha conquistato numerose altre corse e tra le sue fila ha alcuni dei gregari più forti al mondo. A dire il vero spesso i corridori diventano fortissimi proprio militando nella squadra britannica, mentre altri non ce la fanno e vanno via presto (come è successo a Mark Cavendish e ora anche Mikel Landa è in difficoltà). Questo perché il Team Sky è sempre alla ricerca di nuove soluzioni per far andare più forte i suoi atleti, ma spesso si tratta di soluzioni che richiedono immensi sacrifici e vere e proprie sofferenze fisiche.

Il ciclismo è uno sport di resistenza, è vero, ma il Team Sky si è sempre distinto per la dieta che impone ai corridori, soprattutto agli scalatori, che consiste sostanzialmente nell’avere fame arrivando a consumare anche i muscoli per perdere peso e andare più veloce in salita. Abbiamo visto qual è l’alimentazione del Team Sky in una giornata di un grande giro e che cosa debba sopportare il capitano Chris Froome durante allenamenti e gare. Ma ora, a quanto pare, non si tratta più di avere solo fame, vogliono aggiungere anche la sete.

Ha fatto scalpore un articolo di Carlos Arribas pubblicato oggi dal quotidiano spagnolo El Paìs, che riporta le dichiarazioni di Roger Palfreeman, medico del Team Sky nella stagione 2016. Intervenendo a una conferenza sul caldo e il ciclismo a Doha, in Qatar, Palfreeman ha spiegato che la disidratazione funzionale può essere l’arma in più per guadagnare secondi preziosi in salita.

Chris Froome è passato a pesare da 75 kg nel 2007 a 67 kg nel 2012 e ha poi vinto tre volte il Tour de France. Secondo Palfreeman, il keniano bianco, perdendo due chili in poche ore durante una tappa in salita è capace di guadagnare 47 secondi lungo la salita dell’Alpe d’Huez. E come può perdere due chili in un giorno solo durante la tappa? Quindi tra la partenza e l’arrivo? Con la disidratazione funzionale. In pratica avendo sete.

La teoria di Palfreeman ha fatto storcere il naso a molti suoi colleghi semplicemente perché un atleta non dovrebbe scendere sotto il 2% di disidratazione, altrimenti rischia malori, capogiri, crampi, stanchezza, sostanzialmente la sua prestazione fisica perderebbe il 10% di rendimento. Invece il medico del Team Sky è convinto che arrivando al 3% di disidratazione si possa andare più veloci in salita, grazie al peso perso, e si possa evitare di star male semplicemente perché, secondo lui, la disidratazione e dunque la sete, può essere ingannata con rimedi come mangiare caramelle al mentolo, che sono dissetanti, o assumere paracetamolo o addirittura un antidepressivo come il Bupropione, che è però è nell’elenco dell’Agenzia mondiale antidoping delle sostanze che si possono usare in modo limitato.

Palfreeman sostiene inoltre che prima del Tour occorre allenare i corridori come se dovessero gareggiare in una temperatura di 40° C. Per questo andrebbero immersi in acqua a 40°C per circa 40 minuti, facendo aumentare il volume del plasma e dunque il peso, che tuttavia perderebbero facilmente durante la corsa.

Come ha spiegato il fisiologo Iñigo Mujika Vizcaíno, autore del libro Allenamento di resistenza, lui stesso ha partecipato come ricercatore e come “cavia” a un esperimento che consisteva nel gareggiare in un ambiente con alta temperatura per studiare l’idratazione in queste circostanze e ha notato che all’inizio della salita si sentiva molto leggero e pensava di poter andare veloce come un treno, ma all’improvviso ha avuto un crollo a causa di problemi di termoregolazione. Invece quando era ben idratato riusciva a sopportare meglio la fatica e il calore.

Lo abbiamo visto anche ai Mondiali di Doha, dove sono state consumate migliaia e migliaia di borracce perché i corridori avevano bisogno di restare idratati. In fondo tutto quello che fa Chris Froome dovrebbe sempre essere etichettato con il bollino “Don’t try this at home”. Con la sete non si scherza.

Chris Froome  e la sete: Disidratazione funzionale nel Team Sky

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