Running: i millennials corrono di meno, ma in Italia...

I millennials corrono di meno della precedente generazione: è quanto emerge da uno studio condotto da Running Usa e dell'Associazione statunitense delle aziende di sport & fitness. Dopo vent’anni circa di aumento degli americani che nell’arco dei 12 mesi partecipano ad almeno una gara (dai 5 ai 10 km), nel 2014 c’è stato un primo leggero calo, confermato con percentuali maggiori nel 2015. Lo scorso anno, infatti, è stata registrata una flessione del 9% tra i runner americani. “Colpa” soprattutto dei giovani, poiché dallo studio emerge che sono proprio i nati tra gli anni ’80 e il 2000 a rinunciare di più a correre.

Le fasce di età in cui si registrano i cali maggiori, sono quelle contenute tra i 18-24 anni e 25-34, che registrano rispettivamente un -22% e un -19%. I “giovani adulti” si rivolgono ad altri sport: ciclismo, boxe intesa come esercitazione senza match, palestra, crossfit e bootcamp. Secondo quanto spiega al Wall Street Journal, Sarah Robb O'Hagan, presidente di Equinox gyms and SoulCycle, "i millennials sono cresciuti in un'epoca che ha tolto enfasi alla competizione sportiva e hanno più paura di fallire gli obiettivi rispetto alle altre generazioni".

Ma qual è la situazione in Italia? La traccia Daniele Menarini, direttore della rivista ‘Correre’ parlando a ‘Repubblica.it’: "È una tendenza anche italiana confermata dal grande successo, tra i più giovani, di gare particolari come le 'alba race', che si corrono appunto all'alba, o le 'color run'non competitive che si svolgono tra musica, festa ed allegria ". Insomma, le nuove generazioni, più che la gara in sé, cercano eventi che coniughino anche altre attività per un divertimento a 360 gradi, associato allo sforzo fisico. La flessione dei runner americani non deve comunque preoccupare, poiché basta pensare che lo scorso anno gli iscritti alle gare USA sono stati di 17 milioni e in 48 milioni sono coloro che hanno corso almeno una volta “per piacere”.

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