Lippi: "Montella è decisivo. L'Atalanta rappresenta il futuro"

Marcello Lippi continua a seguire con interesse il calcio italiano nonostante l'impegno da CT della Cina. Nel corso di una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport ha parlato, tra le altre cose, della finale della Supercoppa Italiana che la Juventus ha perso, un po' a sorpresa, contro il Milan: "Di solito la Juve non fallisce partite così. Può prendere un'imbarcata come col Genoa, ma sa gestire appuntamenti importanti. Invece ho visto un calo inaspettato e improvviso. Una squadra spenta, stanca, che ha commesso errori e mai fatto pressing, lasciando che il Milan avesse il sopravvento. Succede. Non cambierà il resto della stagione, ma capisco la rabbia di Allegri: la Juve ha sbagliato atteggiamento. Ma si riprenderà. Ci riesce sempre: anche perché nelle ultime giornate aveva dato segnali di crescita della manovra. Pensavano tutti Juve, ma il Milan ha fatto quello che poteva e doveva. Ordine, sicurezza, gestione palla. Mi piace questa squadra e il gruppo forte di italiani che dà senso di appartenenza. Quel Suso che sembra un leader: lo cercano sempre, lui si tiene largo per ricevere palla e fare subito cose importanti. A me per la verità piace molto anche Niang e sono curioso di rivederlo in campo".

Al di là dei complimenti - meritatissimi - per Suso, Lippi ha tenuto a sottolineare i meriti di Vincenzo Montella che sta tirando fuori il meglio dal suo gruppo di giocatori: "È stato decisivo. Ha dato coordinate tattiche e sicurezza. Il Milan non butta mai via la palla, ha punti di riferimento precisi, caratteristiche ben definite. La ricostruzione è ripartita. Se poi dovessero dargli qualche giocatore di altissimo livello... Tutti conoscono l’interista Suning, è una potenza, ma nessuno sapeva niente di quelli del Milan. Niente. Solo ora stanno venendo fuori alcuni nomi".

Nonostante il grande lavoro di Montella, Lippi non vede il Milan nel ruolo di antagonista della Juve per quanto riguarda il campionato: "Roma e Napoli sono sullo stesso piano per giocarsi il ruolo di antagonista. Ma tutte le inseguitrici, chi più chi meno, hanno avuto da tempo qualche problemino. In particolare il Napoli. Sarri è stato sfortunato. Ha perso sul mercato il miglior centravanti del mondo e, dopo aver trovato in Milik uno che segnava allo stesso ritmo, s’è ritrovato di nuovo senza. Però è stato bravo a inventarsi questo attacco senza 9, senza punto di riferimento centrale, ma con Insigne, Mertens e Callejon che si muovono e fanno tagli con e senza palla, mettendo in difficoltà chiunque. Mertens è un grandissimo giocatore che vede la porta come un 9. In area mi ricorda Paolo Rossi per le giocate rapide, i triangoli stretti, lo sprint".

Per concludere, l'ex CT dell'Italia ha parlato di un futuro promettente per il calcio italiano: "Mi sto entusiasmando per la generazione dei Caldara, dei Gagliardini, per il futuro del calcio italiano. Sono bravi, forti, e soprattutto giocano titolari: qualche anno fa erano tutti in panchina. E sono totalmente d’accordo con la politica di Ventura: era il momento di abituare i ragazzi, di farli ambientare con gli stage, di spiegare cosa vuole tatticamente, insomma di trovarli preparati quando arriverà il momento, senza pagare l’emozione come in passato. Questo lavoro, e la qualità dei ragazzi, mi fa sognare per i prossimi 4-6anni".

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail