Volley, caso Tifanny Abreu: la Lega chiede chiarimenti a Fipav e Coni

Lettera del presidente Mauro Fabris a nome dei club.

Non è una polemica, ma solo una richiesta di chiarimenti per capire bene come comportarsi nei confronti della giocatrice Tifanny Pereira de Abreu, che milita nella Golem Software Palmi in Serie A2 di pallavolo femminile. Le Lega Volley ha per questo inviato una lettera firmata dal Presidente Mauro Fabris e indirizzata al Presidente della Federazione italiana di pallavolo, Carlo Magri, e per conoscenza anche al Presidente del Coni Giovanni Malagò.

La questione è piuttosto delicata, perché da una parte bisogna tutelare i diritti e la privacy della giocatrice, ma dall’altra è in gioco anche la correttezza del campionato. Fabris, ovviamente, parla a nome dei club che si ritroveranno Tifanny come avversaria e vogliono capire se il suo impiego è corretto oppure no, considerato che fino a poche settimane fa giocava in un campionato maschile.

Nella missiva Fabris chiede a Magri:

“Alla luce delle ultime vicende relative al tesseramento dell'atleta Tifanny De Abreu per la società di Palmi partecipante al Campionato di A2 femminile, nel rispetto assoluto dei diritti e della sensibilità di tutte le persone coinvolte, secondo una cultura e un'educazione al rispetto già dimostrata in passato dalla Lega per questioni analoghe, che hanno suscitato grande interesse e discussione sui media nazionali, tra gli appassionati, le nostre atlete e i nostri Club, ci rivolgiamo a te, per conoscenza al Presidente del CONI, organo emanazione del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), per avere i chiarimenti opportuni riferiti all'applicazione, nel caso in questione, delle normative per atleti transgender e per avviare un confronto sereno e responsabile, unicamente dal punto di vista del futuro della nostra disciplina sportiva, del movimento pallavolistico femminile di vertice, di fronte a simili vicende. Vicende e scelte individuali delle persone, lo ripeto, non certo facili e prive di sofferenza, che noi rispettiamo e accettiamo nella maniera più assoluta”

Il punto più spinoso è capire come applicare le linee guida emanate dal Consensus Meeting del novembre 2015 “Sex Reassignement and Hyperandrogenism” che al punto 2.2 e 2-3 del paragrafo “Transgender Guidelines” prevede che il livello di testosterone nel sangue debba essere sotto i 10 nmol/L per almeno 12 mesi precedenti la prima competizione. A tal proposito Fabris scrive:

“La certezza che questi protocolli siano stati seguiti e che rientrino nelle norme descritte, solleverebbe sicuramente l'intero movimento da dubbi dannosi per la sua credibilità. Pertanto ci rivolgiamo a te in qualità di Presidente dell'ente preposto all'organizzazione ed alla regolamentazione della nostra disciplina in Italia, per avere tutte le informazioni al riguardo, necessarie alla salvaguardia della correttezza del nostro Campionato e per rispetto a tutte le nostre atlete”

Fabris ha poi concluso la lettera chiedendo a Magri di valutare la possibilità di aprire una valutazione in sede nazionale e internazionale sulle modalità di inserimento di atleti transgender in squadre femminili.

Foto © Lega Volley/Golem Software Palmi

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