Napoli, la precisazione: "Decisioni vergognose, non l'arbitro"

Le parole del responsabile della comunicazione del club partenopeo

All’indomani di Juventus-Napoli, semifinale di andata di Coppa Italia vinta dai bianconeri per 3-1 allo Stadium, Nicola Lombardo, responsabile della comunicazione per il club azzurro, corregge il tiro. O meglio, fa una precisazione volta a chiarire quanto detto dal direttore sportivo Cristiano Giuntoli, scagliatosi duramente contro l’arbitraggio nel post partita, rompendo per giunta il silenzio stampa.

L’attributo “vergognoso” non era rivolto al direttore di gara, bensì all’arbitraggio in sé. Insomma, il Napoli vuole evitare il deferimento, che però a quanto pare dovrebbe arrivare ugualmente.

"Quel termine non è indirizzato agli arbitri ma alle decisioni", dice il direttore della comunicazione del Napoli a Tutti Convocati su Radio 24. "Noi siamo in assoluto la società di calcio che interviene contro gli arbitri meno di tutti: negli ultimi 5 anni - insiste Lombardo - lo abbiamo fatto solo quattro volte, anche perché pensiamo che gli arbitri siano un anello molto importante, ma anche molto debole di questa catena, spesso lasciati a loro stessi e con un compito molto ingrato. Ieri hanno sbagliato ma sono bravissimi e questo lo pensiamo tutti".

Durante la partita, però, ha fatto anche assai discutere il tweet contro la telecronaca Rai e l’invito da parte dell’account social del club partenopeo a vedere la semifinale di coppa Italia con l’audio spento.

"Tendenzialmente non interveniamo - sottolinea ancora Lombardo - , ma ieri nella telecronaca della Rai non c'era l'episodio di Albiol, che è cruciale. Perché se fischi il rigore ad Albiol non ci sarà l'altro rigore e non viene neanche sottolineato il fatto che l'azione di contropiede che provoca il rigore avviene anche in un momento di concitazione e di proteste. Se non fossimo andati a sollevare questo problema l'episodio di Albiol non si sarebbe praticamente visto e oggi non ne parlerebbe nessuno perché la Rai non fa vedere il replay".

Stranamente, il direttore della comunicazione del Napoli, non fa nessuna menzione di quello che è il primissimo episodio che avrebbe potuto a sua volta far scaturire in altro match: la spinta inutile di Strinic a Dybala in area di rigore, non sanzionata dal penalty in favore della Juve (con conseguente cartellino) dal direttore di gara.

napoli giuntoli retromarcia

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