Tirreno-Adriatico 2017: bis di Sagan nella tappa dei muri | Video

Frazione strepitosa da Rieti a Fermo.

Peter Sagan ha vinto la tappa più bella della Tirreno-Adriatico 2017, addirittura più esaltante di quella di ieri sul Terminillo, perché oggi tutti i corridori più attesi si sono fatti vedere in diverse fasi della frazione da Rieti a Fermo e non c’è mai stato tempo per annoiarsi.

Dietro al campione del mondo si è piazzato il francese della FDJ Thibaut Pinot, che ora è secondo in classifica generale. Questi i primi dieci all’arrivo:
Primi dieci al traguardo della quinta tappa

E questa la classifica generale dopo cinque tappe:
Classifica Generale Tirreno-Adriatico 12 marzo 2017

Al via della tappa odierna non si è presentato Fabio Aru dell’Astana, alle prese con una fastidiosa forma di bronchite, che spiega perché ieri ha perso tempo sul Terminillo.

35 km dopo il via è partita una fuga animata da undici uomini: Moreno Moser (Astana), Maxime Monfort (Lotto Soudal), Niki Terpstra (Quick Step), Steve Cummings (Dimension Data), Maurits Lammertink (Katjoesja), Gianna Moscon (Sky), Filippo Ganna (UAE), Marco Canola (Vini Fantini), Alexis Gougeard (AG2R), Scott Thwaites (Dimension Data) e Davide Ballerini (Androni). Cesare Benedetti della Bora-Hansgrohe ha provato a raggiungerli, ma senza successo. Il vantaggio massimo di questi 11 fuggitivi è stato di quattro minuti, ma già al km 80 era stato dimezzato. Moscon ha transitato per primo al primo sprint intermedio di Venarotta, davanti a Lammertink e alla Maglia Rossa Ballerini.

Lungo la salita di Capo di Monte la prima fuga è stata via via annullata e quattro uomini sono partiti in contropiede: Matteo Cattaneo (Androni), Bob Jungels (Quick Step), Mikel Landa (Sky) e Tim Wellens (Lotto Soudal). Nel frattempo si è ritirato Adam Yates a causa di problemi gastrointestinali.

La Movistar ha tenuto a bada il vantaggio di questi quattro battistrada, soprattutto perché Bob Jungels è uno degli uomini di classifica. Il gap si è aggirato intorno a un solo minuto e a 44 km dal termine, quindi proprio poco prima dell’inizio dell’ultima frastagliatissima parte del percorso, il gruppo è tornato compatto, ma solo per poco, perché Michal Kwiatkowski del Team Sky è partito subito in contropiede, ma nessuno gli è andato a ruota e così pochi chilometri dopo si è fatto riprendere, perché la sua azione in solitaria era abbastanza insensata.

Poco dopo hanno attaccato Fabio Felline della Trek-Segafredo e Oscar Gatto dell’Astana e a loro si è aggiunto ancora una volta Kwiatkowski e poi Tejay Van Garderen della BMC. Sul muro di Capodarco Gatto è rimasto indietro e Kwiatkowski si è aggiudicato il gpm, ma poi in discesa sono stati raggiunti dal gruppo, anche se era molto allungato.

Kwiatkowski ha lottato come un leone per riuscire a staccarsi di nuovo e a inseguirlo si è messo addirittura Nairo Quintana che, anche con l’aiuto di Rafal Majka della Bora-Hansgrohe, ha chiuso il buco. Subito dopo la fine del muro ce ha portato al primo passaggio da Fermo nuovo attacco in contropiede di Roman Kreuziguer dell’Orica-Scott con Diego Rosa del Team Sky e Alberto Rui Costa del Team UAE Fly Emirates.

A questo punto Vincenzo Nibali della Bahrain-Merida è partito all’attacco per cercare di raggiungere il terzetto di testa, ma il gruppo ha reagito subito. Il primo ad arrivare sui tre attaccanti è stato Damiano Caruso della BMC, prima Maglia Azzurra di questa Tirreno-Adriatico. Nuovo ricongiungimento e nuovo contropiede ai -22 km, sempre con un uomo Sky, Vasil Kiriyenka, raggiunto da Luis Leon Sanchez dell’Astana.

Ai -16 km Kiriyenka e Sanchez avevano un ventina di secondi di vantaggio, mentre il gruppo si era ridotto a una quarantina di corridori. Negli ultimi 10 km però il cronoman della Sky ha avuto dei passaggi a vuoto e Sanchez è rimasto in fuga da solo con una ventina di secondi di vantaggio sul gruppetto della Maglia Azzurra guidato da Majka evidentemente su ordine di Peter Sagan.

Mentre Nibali con un ristretto gruppo è rimasto indietro rispetto a quello di Nairo Quintana, Van Garderen ha raggiunto Sanchez, ma ai -7 km il loro vantaggio era sotto i 10”. Negli ultimi 3 km, però i due battistrada sono stati ripresi dal gruppo dei migliori e i vari Pinot, Quintana e Thomas si sono messi a battagliare tra di loro e su di loro è arrivato anche un gruppetto guidato da Sagan.

Nell’ultimo chilometro il gruppo di testa, allungato, era di dodici uomini, che si sono guardati tra loro e sull’ultima rampa, a circa 300 metri dal termine, ha attaccato Thomas, ma in rimonta Sagan lo ha superato e ha tagliato il traguardo da solo davanti a tutti.

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