Contador: i suoi risultati nelle corse a tappe

Con 26 successi e un’infinità di piazzamenti nella top five lo spagnolo è, da oltre un decennio, una garanzia nella corse a tappe

Dopo aver perso per 1” la Ruta del Sol (preceduto da Alejandro Valverde) e per 2” la Parigi-Nizza (da Sergio Henao) Alberto Contador ha reagito nello stesso modo: esprimendo soddisfazione per lo spettacolo fornito ai tifosi e per la condizione fisica dimostrata.

È superfluo dire che in entrambi i casi lo spagnolo si è dimostrato il più forte in gruppo. Il secondo che gli ha negato il successo in Andalusia se ne è andato a causa dell’attraversamento di un cane nella crono decisiva della Ruta del Sol.

In Francia è stato fatale un ventaglio nella prima tappa e nonostante il tempo recuperato a Henao nelle ultime due tappe - 27” nella frazione conclusiva di Nizza e 15” il giorno prima sul Col de la Couilolle – lo spagnolo si è dovuto accontentare del secondo posto a 2” da quello che sarebbe stato il suo terzo successo nella corsa già vinta due volte e persa lo scorso anno per appena 4”, proprio nell’ultima tappa.

Perché Contador prende così bene le sconfitte? Semplice: perché con nove grandi giri vinti in carriera (due revocati per il caso di doping al Tour 2010) e un’infinità di successi nelle corse a tappe di una settimana lo spagnolo è l’incarnazione dell’uomo da corse a tappe.

Il leader della Trek Segafredo non ha nulla da dimostrare e ne è ben conscio. La gente lo riconosce, lo stima e lo incita. Il tifo per Contador scalda gli appassionati ben al di là dei confini spagnoli. I numeri della sua carriera da professionista sono semplicemente impressionanti.

Chissà che cosa sarebbe successo senza le cadute che lo hanno costretto al ritiro nei Tour de France 2014 e 2016 e che lo hanno penalizzato nel Tour de France del 2015. Alla Grande Boucle lo spagnolo vanta nove partecipazioni: tre successi (uno annullato), un quarto posto, due quinti posti (uno annullato), un trentunesimo posto (a inizio carriera) e due ritiri.

Al Giro d’Italia tre partecipazioni, tre successi (uno dei quali revocato). Alla Vuelta a Espana in quattro partecipazioni ha ottenuto tre successi e un quarto posto.

Alla Parigi-Nizza in otto partecipazioni ha ottenuto due primi, due secondi e un quarto posto. Alla Tirreno-Adriatico un primo, un terzo e un quinto posto.

La Volta a Catalunya vinta nel 2011 è stata revocata, ma dal 2014 al 2016 Contador ha concluso due volte secondo e una volta quarto.

Il Giro dei Paesi Baschi è, indubbiamente la corsa più adatta alle sue caratteristiche di scalatore forte anche a cronometro: accanto alle vittorie del 2008, 2009, 2014 e 2016 ci sono un terzo posto e due quinti posti.

Al Criterium del Delfinato gli è sempre mancato qualcosa per vincere anche se va detto che lo spagnolo è giunto due volte secondo, una volta terzo e una volta quinto.

Questo limitandosi alle corse a tappe più importanti della stagione. Perché nel palmarès di Contador figurano anche la Settimana Catalana del 2005, la Vuelta Castilla y Leon del 2007, del 2008 e del 2010 la Volta Ao Algarve del 2009 e del 2010, la Vuelta a Murcia del 2011, la Route du Sud del 2015, la Vuelta a Burgos del 2016.

In tutto sono 26 le corse a tappe vinte in quindici stagioni fra i professionisti (ventidue se si tolgono le corse revocate). Ben diverso l’andamento di Contador nelle corse di un giorno visto che delle 79 vittorie ottenute in carriera soltanto due sono state ottenute in gare in linea: il successo nel campionato spagnolo a cronometro del 2009 e nella Milano-Torino 2012.

Noto soprattutto per le sue doti di scalatore, Alberto Contador si è aggiudicato in carriera ben sedici prove a cronometro. Se a qualcuno possono sembrare poche pensiamo al suo grande rivale Chris Froome che di prove contro il tempo in carriera ne ha vinte "soltanto" cinque. Un campione completo che, se la sfortuna non si metterà di mezzo, la prossima estate ritroveremo sicuramente fra i protagonisti del Tour de France.

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