Volley, giocatrici transgender: l’intervento della Fipav sul caso Tifanny

È il medico della Federvolley a dover controllare il livello di testosterone.

In seguito all’esplicita richiesta di un chiarimento da parte della Lega di Serie A di Pallavolo femminile, la Federvolley è intervenuta sulla questione della regolamentazione in materia di atleti transgender e ha spiegato che, in seguito a un consulto medico scientifico con l’Istituto di Scienza dello Sport del CONI, si è deciso di confermare che la normativa di riferimento è quella emanata dal CIO attraverso il documento intitolato “Sex Reassignment and Hyperandrogenism” del novembre 2015.

La Federvolley, sulla base di quel dossier del CIO, spiega:

“Oggi l’unico indicatore medico-scientifico che può dire se un atleta può giocare in una categoria maschile o in quella femminile è il livello di testosterone. Tale livello, per poter essere considerati atleta donna non dovrà eccedere per un anno intero i dieci nanogrammi per litro e dovrà essere raggiunto un anno prima dell’evento sportivo al quale si intende partecipare. Il rispetto di tale condizione può essere monitorato da appositi test ed in caso di non conformità l’atleta dovrà essere sospesa dalle competizioni per la durata di dodici mesi. L’unica autorità competente alla ricezione e alla valutazione dei dati medico-scientifici relativi ai monitoraggi è il Medico Federale”

Dunque, nel caso di Tifanny Pereira de Abreu, giocatrice transgender della Golem Software Volley Palmi, la sua situazione sarà monitorata attraverso appositi test e in caso di non conformità sarà sospesa dalle competizioni per 12 mesi. La giocatrice aveva ottenuto il nulla osta per giocare nel campionato femminile di Serie A2 dalla FIVB in base alle norme del CIO.

La società Golem Software Volley Palmi si è detta subito sollevata e confortata dalla decisione della FIPAV:

“Abbiamo accolto con grande gioia l'intervento della Fipav sul caso, che ha messo un definitivo punto sulla questione sollevata dalle altre società e dalla Lega di Pallavolo Serie A Femminile”

nella nota, firmata congiuntamente da Tifanny, si spiega anche qual è lo stato d’animo della giocatrice:

“Tifanny spera che la vicenda si possa chiudere al più presto consentendole, come del resto sta già facendo, di concentrarsi esclusivamente sulla sua passione e sul suo lavoro, il volley, senza doversi preoccupare ulteriormente di riaffermare i propri diritti, messi sin qui in discussione senza che ve ne fosse una reale e fondata motivazione"

Pronta è arrivata anche la reazione della Lega Volley Femminile, il suo Presidente Mauro Fabris ha ringraziato la Federazione per la pronta risposta e ha spiegato:

“Ringraziamo la FIPAV, in particolare il Presidente Bruno Cattaneo per la pronta risposta alla nostra richiesta, volta unicamente a colmare un vuoto normativo che rischiava di rendere incerte le regole circa il tesseramento di atlete transgender nei campionati femminili”

Il Presidente Fabris ha concluso con un invito a spostare ora l’attenzione sul livello dei campionati femminili:

“Ora ci auguriamo che, fatte le dovute verifiche come stabilito dalla Federazione, l’attenzione dei media e l’interesse degli sportivi possa finalmente concentrarsi sull’alto valore in termini sportivi raggiunto dai nostri Campionati e sul crescente seguito che essi raccolgono tra gli appassionati, come dimostrano gli oltre 4.000 spettatori presenti domenica a Osimo per la finale della Coppa Italia A2”

Foto © Lega Volley/Golem Software Palmi

  • shares
  • Mail