Il rimpianto di Gilardino: "Nel 2013 era fatta con la Juve, ma poi..."

A quasi 35 anni di età Alberto Gilardino ha ancora un obiettivo importante da raggiungere: arrivare a quota 200 gol in Serie A. In questo momento il violinista è fermo alla rete numero 188 segnata nell'ultima giornata dello scorso campionato contro il Verona, quando indossava ancora la maglia del Palermo. Quest'anno, invece, il bomber campione del mondo nel 2006 non è mai riuscito a segnare. Non gli era mai capitato prima e a frenarlo ci si è messo anche l'infortunio al ginocchio che gli ha permesso di giocare una sola volta con il Pescara, dove si è trasferito a gennaio nella speranza di trovare maggiore spazio rispetto ad Empoli.

Nel corso di un'intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, Gilardino ha fatto un bilancio di questa sua sfortunata stagione: "Quanto mi manca il gol? Tantissimo. Il gol è la mia droga. Cerco di non farne una malattia, però, e guardo avanti. A Palermo sono stato benissimo e sarei rimasto, ma il rapporto con il presidente non era semplice. Volevo più serenità. Ho avuto la possibilità di andare a Empoli, ma è stato un errore. Non c’entravo nulla con il gioco dell’Empoli. Pensavo che avrebbero cercato di sfruttare le mie caratteristiche. Ma non è successo. È stata una scelta sbagliata mia e loro. Pescara? Oddo mi ha voluto fortemente. Però io mi sono fatto male alla prima partita e lui è stato esonerato. Ci tenevo a far bene, a ringraziare in campo il presidente Sebastiani, a rimettermi in gioco. Spero di rientrare in tempo per fare qualcosa di buono. Anche Zeman mi ha fatto capire di puntare su di me".

Il momento del ritiro, per lui, non è ancora arrivato perché non si sente appagato: "Il mio cammino non è compiuto. Dentro di me ho il desiderio di giocare ancora. Spero di trovare una squadra che mi dia fiducia. Sono vicino ai 200 gol in Serie A: posso centrare questo traguardo. Per adesso sono a 188 insieme a Del Piero e Signori. E ho davvero la voglia di lasciare un segno ancora più profondo".

Nella sua lunga carriera ha vinto un Mondiale e una Champions League, ma non è mai riuscito a conquistare uno Scudetto. Dopo l'addio al Milan pensava di poter avere una seconda opportunità, che invece non è mai arrivata: "È una cosa abbastanza incredibile. Ho vinto trofei importantissimi come il Mondiale e la Champions, ma mi mancheranno i titoli italiani. La realtà è che, dopo l’addio al Milan, non ho mai avuto una seconda possibilità. Chissà perché. Non so darmi una risposta. Perché lasciai il Milan? Non sentivo più la fiducia, si era rotto qualcosa nonostante avessi segnato parecchi gol. La società comprò altri attaccanti e io decisi di andare a Firenze".

Uno Scudetto (o più di uno) l'avrebbe potuto vincere se nel 2013 si fosse concretizzato il suo passaggio alla Juventus. Gilardino ha raccontato oggi che tutto saltò all'ultimo minuto, quando Quagliarella rifiutò la cessione alla Lazio: "Nell'estate del 2013 era tutto fatto per il mio trasferimento alla Juve. Ero felice. Poi Quagliarella rifiutò di andare alla Lazio e così saltò anche il mio arrivo. Ci restai molto male. Quella poteva essere la svolta della mia carriera".

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail