La promessa di Icardi: "All'Inter per sempre"

All'indomani della pesante sconfitta dell'Argentina sul campo della Bolivia, Mauro Icardi, ancora ignorato nel momento delle convocazioni dal CT Edgardo Bauza, ha deciso di scambiare quattro chiacchiere con i suoi tifosi attraverso Facebook. Il centravanti argentino ha risposto a molte domande, anche sulla sconfitta dell'Argentina: "Giocare in Bolivia a 3.600 metri è molto difficile, i boliviani sono abituati ma gli altri fanno fatica. Il pallone va sempre lungo perché non sai mai dove finisce. Vedo sempre la nazionale, ma sono consapevole delle difficoltà dell'altura".

Icardi si trova molto bene all'Inter, al punto da lasciarsi andare ad una promessa impegnativa: "Io voglio restare qui per sempre, tifo l'Inter e amo Milano: con la mia famiglia speriamo di restare a lungo". Il prossimo obiettivo è quello di esordire in Champions League con la maglia nerazzurra, magari con Pioli in panchina, un allenatore che ha cambiato il volto dell'Inter in pochi mesi: "Sento la mancanza di giocare con l'Inter ad alti livelli. Vogliamo la Champions, siamo pronti per giocarla. Pioli ha cambiato la mentalità di ognuno di noi. Quando è arrivato ci ha ridato voglia, urla quando serve, sa gestire tutti i momenti e questa è una delle cose che ha cambiato. È cambiato anche il modo di giocare, e inoltre tutti sono felici, anche quelli che non giocano. Sa gestire bene anche questa situazione. E poi nello spogliatoio chiede che parliamo tutti in italiano, per non escludere nessuno".

L'argentino si aspetta moltissimo dalla proprietà cinese ed è sicuro che la squadra farà presto un salto di qualità: "Mi aspetto moltissimo, abbiamo le capacità e le qualità per fare grandi cose. La società sta facendo grandi cose anche fuori dall'aspetto della squadra, sta sistemando tutta l'Inter e questo è un aiuto anche per noi. La prima cosa che ci hanno trasmesso è il voler riportare l'Inter dov'era in passato e vincere tante cose. Cercheranno di migliorare ogni anno portando giocatori che possono aiutare la squadra".

Un allenatore da ringraziare è invece Roberto Mancini, grazie al quale Icardi ha imparato a giocare anche al servizio della squadra: "Chi mi ha fatto migliorare di più? Mancini è stato importante perché mi ha insegnato ad uscire dall'area per lavorare il pallone, prima andavo solo in profondità". Icardi guarda anche ai grandi del passato e il suo idolo da ragazzino era proprio un argentino come lui: "Il mio idolo è stato Batistuta, mi piacevano le qualità e l'atteggiamento. Non voglio assomigliare a lui, lo ammiro ma ogni giocatore è diverso. Spero di fare la carriera di gente come Shevchenko e Trezeguet".

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