Juve-Barcellona, Dani Alves contro il suo passato: "Sicuramente sentiranno la mia mancanza"

Dani Alves domani sera si ritroverà difronte il suo passato. Con la maglia dei catalani ha giocato per otto stagioni vincendo la bellezza di 23 trofei, tra i quali ben 3 Champions League. Nel giugno 2015, a Berlino, il brasiliano vestiva i colori blaugrana e alla Juve ha regalato un grosso dispiacere vincendo quella finale di Champions. Oggi sembra passato un secolo e Dani Alves è contento di aver cambiato strada: "Ho deciso di cambiare per accettare una nuova sfida. Non mi sentivo più bene al Barcellona. Erano cambiate delle cose nel club e io sembravo sempre più sul punto di essere ceduto. 'Dani è quello che deve andare via'. Ero stanco di questo e ho deciso di trovare la felicità da un'altra parte. E' stato strano indossare questa nuova maglia, ma questo è il calcio. Le nuove esperienze mi divertono più di qualsiasi altra cosa ed è quello che sta accadendo alla Juve".

Nel corso dell'intervista, Dani Alves ha parlato dei suoi nuovi compagni di squadra ed anche del suo approccio nei confronti di un nuovo modo di giocare a calcio: "Buffon, Bonucci, Chiellini: sono leggende del calcio. Difensori eccellenti. Del resto in Italia è così, anche quando si gioca in posizioni avanzate devi lavorare per difendere bene: questo è lo step che ho dovuto raggiungere in questi mesi. Ma mi sento una persona intelligente e ho sviluppato il mio modo di giocare. Se vuoi migliorare, devi mantenere le tue caratteristiche ma al contempo imparare nuove cose".

A Barcellona ci sono ancora tanti compagni che rimpiangono la sua partenza: "Come vedo il Barcellona adesso? È strano! Sono sicuro che gli manco (ride)! Penso di essere stato apprezzato come professionista e come persona che cercava di rendere ogni partita unica, con nuove esultanze, musiche, balletti. Ho portato un po' di gioia nello spogliatoio: ho parlato con loro e mi hanno detto che è questo quello che gli manca più di me. Ovvero quanto sono felice e come lo ero. Mi hanno detto che sono unico! (ride ancora)".

Adesso che vive lo spogliatoio della Juventus, non ha comunque cambiato il suo approccio alla vita: "Lo spogliatoio Juve? Beh questa era una sfida che dovevo fronteggiare. Ho bisogno di sentire gioia nella mia vita e ho bisogno di un certo ambiente. Credo tanto nell'energia e sento che quello che fai in campo riflette ciò che sei fuori. In Italia forse si è un po' più seri, io sono l'opposto! Io mi sento sempre felice e mi piace creare questa atmosfera. Ma anche questa, come ho detto, è una sfida. Ho molto da offrire alla Juve e spero che loro 'mi sfrutteranno".

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