Calabria: rissa con pietre e spranghe in Seconda Categoria [VIDEO]

A scatenare gli incidenti la follia di un calciatore del Koa Bosco

Calabria - Rissa nel campionato di seconda categoria tra Parghelia e Koa Bosco, la squadra composta da immigrati che negli anni passati è stata ospitata anche da trasmissioni televisive nazionali. Tutto è nato dopo una decisione da parte del direttore di gara di espellere un calciatore del Koa Bosco: il calciatore cui è stato sventolato il cartellino rosso, si toglie la maglia e corre ad aggredire Jerry Jeng, rifugiato africano che milita da tanto tempo tra le fila del Parghelia.

L’aggressione al proprio compagno di colore scatena la reazione dei giocatori di casa, che hanno lamentato per tutta la gara un atteggiamento provocatorio da parte del Koa Bosco. Si scatena un parapiglia che il direttore di gara sembra aver sedato sventolando altri due cartellini rossi ai giocatori ospiti, ma a quel punto, un componente della panchina perde la testa e nonostante i suoi compagni rassicurino il pubblico presente, il ragazzo corre a recuperare sassi e un bastone con il quale minaccia i calciatori del Parghelia.

Al direttore di gara non è rimasto altro che decretare la fine anticipata della partita, che si trovava sul risultato di 1-1. Nonostante ciò, i bollenti spiriti non si sono calmati e per riportare la tranquillità è stato necessario l’intervento di circa 30 agenti, tra carabinieri e poliziotti. Mentre si attendono le sanzioni del giudice sportivo in base a quanto segnalato dall’arbitro e dal commissario di campo, l’allenatore del Koa Bosco, la squadra di immigrati, ha rassegnato le proprie dimissioni con le seguenti motivazioni: "Prendo le distanze da questa squadra e da quanto accaduto. Difendo la mia persona e la mia credibilità - dichiara al Giornale.it - se non stanno bene in Italia, devono tornarsene nei loro Paesi".

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Parole fortissime e che sono giustificate con il fatto che la squadra composta da immigrati provenienti dalle tendopoli e le baraccopoli di San Ferdinando e Rosarno e voluta fortemente da don Roberto Meduri, sarebbe stata al centro di altre partite finite male nel recente passato. Insomma, una testimonianza di un’integrazione che stavolta non è andata a buon fine. La Calabria e la provincia di Vibo Valentia sono piene di ottimi esempi di integrazione e le stesse squadre locali sono ormai imbottite di ex rifugiati ormai integratisi nella popolazione locale. Più di tutto, in questa storia, fa specie proprio il fatto che la rissa sia nata propria dall’aggressione da parte di una squadra di immigrati nei confronti di un rifugiato.

La versione di Don Meduri è che i suoi calciatori si “siano solo difesi” dopo “l’apertura dei cancelli” per agevolare l’invasione di campo da parte del pubblico di casa. Dai video presenti in Rete e dalle testimonianze raccolte direttamente, risulta che nessun cancello è stato mai aperto dalla società di casa. Il bilancio finale è di tre calciatori ospiti espulsi e tre giocatori di casa finiti in ospedale.

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