Roma, Giannini: "Derby ignobile, dirigenza distante"

Giuseppe Giannini, ex numero 10 della Roma, entra a gamba tesa su calciatori, allenatore e dirigenza all’indomani del derby perso contro la Lazio. Poteva essere una giornata favorevole ai giallorossi, considerato che la Juventus aveva perso per strada due punti a Bergamo, ma anziché avvicinarsi allo scudetto, Nainggolan e soci si sono lasciati riavvicinare dal Napoli. Insomma, ora anche il secondo posto è a rischio e Giannini non risparmia nessuno dalle responsabilità, soprattutto la dirigenza, colpevole di gestire un club così glorioso “a distanza”.

"Quello che ha offerto la Roma è stato uno spettacolo ignobile – ha detto l’ex capitano della Roma a "Centro Suono Sport" - . Il vero tifoso della Roma non merita questo ed è molto inc... Io mi sono rotto i cog... di assistere a stagioni così, a figure in campo così vergognose: ai miei tempi ho subìto contestazioni, mi hanno abbozzato la macchina, ho litigato per strada con tifosi romanisti e laziali, quindi non sarò certo io a tirarmi indietro e a far finta di niente".

giannini roma

Da tempo nella “Hall of Fame” del club capitolino, Giannini punta il dito su alcuni giocatori che non avrebbero fin qui onorato la maglia con prestazioni tutt’altro che “gagliarde”. Inoltre, la proprietà se ne starebbe negli Stati Uniti e il primo consigliere del presidente Pallotta, Baldini, vive a Londra.

"Vedere gente in campo passeggiare, senza un minimo amor proprio, senza un minimo di orgoglio per la maglia che indossa, che ha giocato solo i primi dieci minuti, in un derby - continua - , fa male da ex giocatore e da tifoso di questa squadra. Per quanto riguarda la società non si può più gestire una società a migliaia di km di distanza, Baldini non può comandare la Roma da Londra, decidendo chi entra e chi esce, chi arriva e chi parte".

Infine, la stangata su Luciano Spalletti, che ci avrebbe messo del suo con alcune dichiarazioni che non avrebbero giocato all’ambiente.

"I fenomeni non esistono, a causa delle sue dichiarazioni, dei suoi ripensamenti, dei suoi dubbi, ha perso di mano le redini della squadra, compromettendo la stagione. Conte è un fenomeno forse, perché ovunque va vince, Spalletti è un buon allenatore, nulla di più…", conclude Giannini.

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