Il caso Muntari arriva fino all'ONU

La plateale protesta di Sulley Muntari contro gli insulti razzisti arriva anche sul tavolo dell’ONU, l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Quanto accaduto durante Cagliari-Pescara, non è passato inosservato: il centrocampista degli abruzzesi si è ribellato ai continui buu del pubblico isolano e si è allontanato dal terreno di gioco dopo essere stato ammonito dall’arbitro, venendo di conseguenza espulso. Il giudice sportivo dovrà ora decidere sul da farsi, fatto sta che il tentativo di Muntari di dialogare con il pubblico che lo stava offendendo, ha avuto grande risalto anche a livello internazionale.

La Procura Federale ha ricevuto anche le relazioni degli 007 presenti al Sant’Elia, che riferiscono di un “episodio isolato” con protagoniste “dieci persone al massimo”. La decisione arriverà dopo la visione e l’ascolto di tutto il materiale audio-video a disposizione, che sarà passato al vaglio assieme a quanto accaduto durante il derby di Roma dopo l’espulsione di Rudiger.

Intanto, la “ribellione” di Muntari è arrivata anche all’ONU, con l’Alto Commissario per i diritti umani, Zeid Ra'ad al-Hussein che ha invitato la Fifa a non abbassare l’attenzione sul persistente problema del razzismo negli stadi di calcio. Secondo Zeid, Muntari è "un'ispirazione per tutti noi qui all'ufficio Onu per i diritti umani". Un altro caso finito sul tavolo dell’ONU è quello relativo al comportamento dei tifosi della Dinamo Kiev, che di recente hanno indossato gli abiti del Ku Klux Klan e mostrato svastiche naziste durante una partita di calcio.

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