Monchi pensiona Totti: "E' il suo ultimo anno"

Presentazione ufficiale oggi a Trigoria per Ramón Rodríguez Verdejo, conosciuto dai più come Monchi. Dopo aver lasciato il Siviglia, il neo direttore sportivo è arrivato nella capitale con tanto ottimismo, anche se gli ultimi giorni sono stati tutt’altro che tranquilli. Dopo la sconfitta nel derby, la squadra è stata contestata ed ora spetterà proprio a Monchi fare il punto della situazione, risolvendo il nodo allenatore e programmando le mosse di mercato in entrata e in uscita. Ci sono alcuni contratti da rinnovare, altri giocatori da vendere e da sostituire con elementi in grado di aumentare il livello della rosa. La Juve, secondo Monchi, non è poi così lontana.

"Quando ho deciso di lasciare il Siviglia - esordisce il direttore sportivo nel giorno della sua presentazione - , ho ricevuto l'offerta della Roma e penso che sia una squadra che ha un margine di crescita molto ampio. Non iniziamo da zero e possiamo anche sognare".

Insomma, secondo Monchi ci sono margini per migliorare in tempi brevi e arrivare alla conquista di un trofeo. Certo è che ormai bisognerà attendere la fine della stagione per poter tirare le somme. Una stagione nella quale il peso specifico del nuovo dirigente è praticamente nullo, avendo ottenuto l’incarico solo da poche settimane.

"Evidentemente la mia influenza in questa stagione non può essere molta, sono arrivato alla fine, ma devo più pensare al futuro che al presente. Ora ci sono molte motivazioni, perché lottiamo per la Champions diretta. Tutto quello che può aiutare cercherò di farlo, perché servirà per costruire il futuro. Conosco la storia e il potenziale della Juve - prosegue - . Io sono ambizioso, ma non vendo fumo. In poco tempo è impossibile pareggiare il gap con la Juventus. Dovremo lavorare molto, però non è irrealizzabile. È molto difficile. Noi abbiamo un’ottima squadra".

Secondo “radio marcato”, Daniele De Rossi sarebbe finito nel mirino dell’Inter, ma la Roma farà una proposta seria per trattenerlo. Quanto a Totti, invece, non lo si vedrà più in campo, ma dietro una scrivania.

"Parto con De Rossi: la speranza e il desiderio è lo stesso. Ho parlato con lui, un grande giocatore e un ottimo ragazzo. Noi e lui vogliamo continuare insieme, dovremmo essere imbranati per non continuare qui. Cercheremo di raggiungere l'obiettivo comune. Totti... io sono arrivato da una settimana, so che questo era l'ultimo anno da giocatore e poi ha un contratto da dirigente. Io chiedo che lui rimanga qui con me, perché Totti è la Roma e voglio imparare cos'è".

In entrata, invece, ci saranno con ogni probabilità giovani di sicuro avvenire come Kessié ("E' un ottimo calciatore, che la Roma ha seguito, che conosco, c'è la possibilità. Siamo all'inizio, non so cosa possa succedere") e qualche campione low cost. Molto dipenderà, però, dal prossimo allenatore.

"Voglio raccontare una storia, un segreto. La prima volta che ho ricevuto la chiamata per venire alla Roma, la notte pensando ai pro e ai contro, l'unico problema era lasciare Siviglia, la mia casa. I pro invece erano molti, però uno è Luciano Spalletti. Per me è un tecnico molto importante, però è evidente che non possiamo distrarci nemmeno un secondo. Ora bisogna giocare contro Juve, Chievo e Genoa. Rimane la speranza, la ilusion che Spalletti rimanga perché è una cosa che mi ha attratto per venire qui", conclude.

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