Cicloturismo a Merano e dintorni: pedalare lungo l’Adige

Ottanta chilometri di pista ciclabile per pedalare dal Passo Resia a Merano. Dal trasporto ferroviario alle stazioni di noleggio, dalla pista ciclabile ai punti di ristoro tutto è stato pensato per ottimizzare l’esperienza dei cicloturisti

La Via Claudia Augusta è una delle vie cicloturistiche più lunghe e affascinanti d’Europa: con i suoi 655 chilometri unisce la cittadina bavarese di Donauwörth a Venezia. L’ingresso in Italia avviene attraverso il Passo Resia. Dai 1504 metri dello scollinamento in territorio italiano si arriva ai 907 di Glorenza in 20 chilometri. La discesa prosegue poi verso i meleti di Merano e dintorni ed è qui che abbiamo verificato come la pista ciclabile e i servizi ad essa connessi siano pensati per rendere unica l’esperienza del cicloturista che sceglie di pedalare nel Sudtirolo.

Il treno della Val Venosta che risale da Merano fino a Malles è integrato con sei stazioni nelle quali si possono affittare e/o restituire le biciclette: Merano (al km 0), Naturno (dopo 15 km), Laces (dopo 30 km), Silandro (dopo 35 km), Spondigna (dopo 50 km) e Malles (dopo 60 km). Si può decidere di affittare la bicicletta a valle e trasportarla a monte oppure affittarla a monte e scendere a valle dove il servizio Bici Alto Adige provvederà alla ricollocazione.

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La pista ciclabile dell’Adige da Silandro a Castelbello


Io, Paula e la nostra guida Katharina abbiamo optato per questa seconda opzione. Lasciata l’auto a Naturno e risalita la valle in treno fino a Silandro abbiamo affittato le nostre tre biciclette da cicloturismo alla locale stazione Bici Alto Adige. Dalla stazione di Silandro siamo scesi sino all’incrocio con la pista ciclabile dell’Adige e da lì abbiamo pedalato per alcuni chilometri in mezzo ai meleti.

La cosa che colpisce è l’eterogeneità dell’utenza della pista ciclabile: dai bambini nel carrello posteriore ai ciclisti ultrasettantenni, dalle specialissime al carbonio alle mountain bike, dalle recumbent alle handbike, dalle bici per il cicloturismo alle ibride, sulla ciclabile dell’Adige si vedono davvero tutte le tipologie di biciclette e pedalatori di tutte le età.

Un altro dato davvero interessante è la percentuale di cicliste che, a occhio, deve essere intorno al 50%. Pedalare in sicurezza facilita il compito delle famiglie che possono così mettere in sella anche i bambini più piccoli, ma è notevole anche la presenza di cicliste in bici da corsa, attrezzate per la lunga distanza.

Pochi chilometri dopo la partenza, sulla nostra destra troviamo un self service allestito da un produttore locale dove si vendono mele, biscotti e succo di mela. Il self service non è automatizzato e non c’è alcun venditore. Chi vuole bersi un bicchiere di succo di mela si serve da una dispenser e paga 50 centesimi nella cassetta legata al chiosco. Idem per chi vuole usufruire degli altri prodotti a chilometro zero. L’acquisto è totalmente delegato all’onestà dell’utenza: un bell’esempio di tenuta del patto sociale.

La pedalata prosegue con l’attraversamento di Laces e il passaggio sotto il castello di Castelbello, una fortezza eretta nel 1238 su un costone roccioso, ora pittoresca location per numerose manifestazioni culturali.

La pista ciclabile dell’Adige da Stava a Plaus


Dopo essere transitati a Ciardes si arriva a Stava dove si può visitare la chiesa di Nostra Signora, risalente al XVII secolo. Di fianco alla chiesa c’è una fontana nella quale è possibile riempire la propria borraccia. Continuando verso Merano, a meno di un chilometro da Stava, si incontra il Radbar, un chiosco con tavoli e pergolato, panche e sdraio, dove rifocillarsi con un tagliere di specialità locali, una fetta di strudel o di torta di mele.

Il Radbar si trova all’imbocco della Val Senales e sotto il castello di Juval, residenza estiva di Reinhold Messner e sede del Messner Mountain Museum Juval.

Dopo il pranzo e raggiunta Naturno, io, Paula e Katharina abbiamo deciso di proseguire fino a Plaus, costeggiando l’Adige. La strada è in leggerissima discesa e in molti tratti è rinfrescata dall’ombra degli alberi; l’ultimo tratto discendente è una pedalata davvero molto piacevole e a portata di tutti. A Plaus – situato a una dozzina di chilometri da Merano - invertiamo la rotta e torniamo a Naturno, dove depositiamo le biciclette.

Un itinerario del genere – 30 km con un dislivello positivo praticamente nullo – è vivamente consigliato a tutti, non solo per la bellezza del paesaggio e per i siti culturali che si possono visitare, ma perché la visione sistemica della ciclabilità e la perfetta integrazione di linea ferroviaria, rete ciclabile, servizio di noleggio biciclette e ristorazione consente a qualsiasi ciclista, indipendentemente dal grado di preparazione e dall’esperienza, di pedalare in sicurezza e in un contesto innegabilmente bike friendly.

Foto | Davide Mazzocco

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