Chris Froome e gli allenamenti folli: “Pedalavo anche a notte fonda, finché non sono crollato”

“Ero come un vampiro che ignora il mondo intorno a sé”.

La rivista britannica ShortList ha pubblicato un articolo di Chris Froome (trovate qui l’originale in inglese) in cui il quattro volte vincitore del Tour de France e quest’anno anche vincitore della Vuelta racconta il suo percorso e come ha fatto a conquistare le vette del ciclismo mondiale.

Froomey racconta anche quelli che sono stati gli errori che ha commesso prima di trovare un equilibrio e in particolare di quando si era convinto che allenarsi una volta soltanto al giorno non fosse abbastanza. Così, per una settimana, non specifica in quale periodo, ha provato ad allenarsi due volte al giorno:

“Tutto quello che facevo era: allenarmi, mangiare, dormire, allenarmi, mangiare, dormire, e ignoravo cose come l’alternarsi del giorno e della notte, il tempo e così via. Tornavo a casa alle 2 del pomeriggio, mangiavo, dormivo, poi mi svegliavo alle otto di sera e uscivo di nuovo per allenarmi altre sei ore, poi ripetevo tutto allo stesso modo. Correvo di notte, dormivo di giorno, come un vampiro che ignorava il mondo attorno a sé. Sono durato solo 4-5 giorni, poi sono crollato. Non era salutare”

Anche se l’estremo sacrificio del doppio (ma inutile) allenamento è durato solo pochi giorni, Froome sottolinea come tutta la sua vita sia fatta di sacrifici, in particolare per quanto riguarda la sua vita sociale:

“Anche quando sono a casa è difficile per me uscire fuori a cena, perché devo stare attento a cosa mangio e devo andare a letto presto perché il giorno dopo mi alleno. È meraviglioso quando mi prendo un mese di riposo e posso finalmente uscire con gli amici”

Froome sa bene di non essere amato come altri suoi colleghi e infatti scrive:

“Alcuni dicono che non non ho conquistato i cuori della gente come altri. Ma ogni persona presente ai lati delle strade con la Union Jack (la bandiera britannica, ndr) è più di aiuto di quanto si possa immaginare. È qualcosa che scalda il cuore e se posso regalare alla gente un momento di felicità con le mie corse, be’ è grandioso”

Poi Froome ha spiegato che per lui è abbastanza facile trovare la concentrazione giusta, tanto che quando al Tour 2015 gli gettarono dell’urina addosso a mala pena se ne rese conto. Inoltre è sempre focalizzato su quello che verrà dopo e non spreca tempo a pensare a quello che è già finito. Ha anche ricordato che, seguendo il consiglio di sua madre di fare quello che ama veramente, nel 2007 decise di abbandonare gli studi di Economia e giocarsi la carta del ciclismo, con l’intento di tornare indietro nel caso in cui non fosse andata bene. Poi chiosa dicendo che il ciclismo spesso ti fa venire voglia di mollare tutto, ma ti regala anche alcuni dei momenti più rilassanti e più felici.

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