Sci di fondo, Fulvio Valbusa ci parla di come avvicinarsi allo sci stretto

Fulvio Valbusa

In occasione della tappa della Val di Fiemme del Campionato del mondo di Sci di Fondo abbiamo incontrato Fulvio Valbusa, ex azzurro della nazionale che ha partecipato per ben cinque volte ai Giochi olimpici invernali (Albertville 1992, Lillehammer 1994, Nagano 1998, Salt Lake City 2002 e Torino 2006, oltre che a sette dei Campionati mondiali, vincendo cinque medaglie) e oggi commentatore tecnico per Eurosport.

Abbiamo chiesto a Fulvio quali siano i consigli da seguire per approcciarsi a questo sport fatto di fatica, silenzio e contatto con la natura.

Per chi ama l’outdoor, quale è il modo giusto per avvicinarsi allo Sci di Fondo?
Lo sci di fondo è il gesto tecnico, il modo giusto per avvicinarsi alla natura. Sciare nel nostro caso vuol dire immergersi nella pace e nella tranquillità, non è come sulle piste da discesa. Io vedo tanta gente che nel weekend scappa dalle città per infilarsi ai piedi gli sci stretti e godersi la tranquillità di posti come l’altipiano dei monti Lessini, dove vivo. Spazi immensi dove poter scaricare le energie, ma anche la testa è uno sport che rilassa e fa stare bene proprio in mezzo alla natura. Un contatto veramente a pelle. Chi vuole imparare ha tante occasioni per farlo. Forse a chi non conosce questa disciplina può sembrare difficile usare gli sci stretti, con le scarpe con un attacco strano solo in punta. Si fa fatica ovviamente, ma bisogna solamente provare per rimanere conquistati. Il movimento poi è molto naturale e per capire come funziona basta poco, ci sono piste per ogni tipo di livello. Imparare lo sci di fondo è molto più facile di quello da discesa.

Lo sci di fondo è amato dagli italiani?
La coppa del mondo e il Tour de Ski sono degli eventi sportivi che richiamano moltissimi spettatori, la tappa della Val di Fiemme ha visto oltre 30 mila spettatori sulle piste del Cermis, un risultato che lo sci alpino difficilmente riesce a eguagliare. Sono appuntamenti che servono molto a questo movimento, come la tappa di Milano, un’occasione per mettere lo sport in vetrina, è proprio il caso di dire.

E’ vero che lo sci nordico è in continua evoluzione?
Lo sci alpino, anche se non si direbbe, è sempre lo stesso da anni, lo sci di fondo invece è in grande evoluzione, sia dal punto di vista delle competizioni dove i “format” si innovano in continuazione, come per il Tour de Ski, sia per chi lo pratica come passatempo amatoriale. E poi sulle piste da discesa capita spesso di trovare code infinite, caos come in centro città, piste piene. Ma con lo sci di fondo ci si può divertire anche nel silenzio…

C’è poca neve sulle Alpi, quali sono i problemi per le gare?
Le stazioni sciistiche, non solo quelle che ospitano le gare di coppa del Mondo sono attrezzate con impianti per la neve artificiale. So che non è la stessa cosa, soprattutto per chi si avvicina a questo sport senza intenti agonistici. Ma per fare sport le condizioni ci sono lo stesso, anzi la neve artificiale è controllabile, costante e addirittura più veloce. La neve fresca rischia di creare dei problemi anche per il clima che in questi giorni non molto freddo. Adeguare gli sci, la sciolina, alle condizioni della neve e del meteo con questi continui sbalzi di temperatura è un bel problema. La neve che viene sparata contiene molta acqua ed è più lavorabile. E poi lo sci di fondo consuma molto meno la neve rispetto allo sci alpino, quindi c’è meno il rischio che gli stati di neve si sciolgano al passaggio degli atleti. C’è poca cultura dello sci nordico in Italia, ma si sta lavorando molto. Diciamolo pure, lo sport è bello soprattutto quando si percepisce la fatica che serve per praticarlo e alla gente piace vedere questi guerrieri dello sci che fanno tanta fatica. E se questo serve per far crescere il movimento intorno allo sci di fondo, ben venga…

Che prospettive ci sono per chi vuole praticare lo sci di fondo lontano dalle Alpi, scendendo a sud?
Nel centro Italia ci sono delle zone attrezzate molto valide, anzi gli ultimi Campionati Italiani Assoluti si sono svolti a Capracotta, in provincia di Isernia, un paesino bellissimo dove c’è una grande cultura per lo sci di fondo. La gente che c’era a Capracotta, io non l’ho mai vista su una pista di fondo, forse solo in Val di Fiemme. E ci sono anche alteti della nazionale che vengono da quelle parti. Esiste anche un Comitato dello Sci di Fondo anche in Sicilia, forse non a livello di quelli del Nord, ma importantissimi per la diffusione dello sport.

E per quanto riguarda la sicurezza?
Lo sci di fondo presenta meno difficoltà di quello alpino, le piste sono meno veloci e c’è meno gente insieme ma le regole da seguire sono sempre le stesse. La prima, e più importante, è quella di conoscere i propri limiti e non cercare di superarli senza preparazione. E poi ci sono le regole basilari, che sono uguali a quelle della discesa. Non fermarsi in mezzo alla pista, non superare in maniera brusca, non tagliare la strada ad altri sciatori, quello che dice lo statuto internazionale dello sciatore per dirla in breve…

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