Marieke Vervoort, eutanasia per l'atleta paralimpica

L'atleta paralimpica belga Marieke Vervoort si è spenta nella sua città natale, Diert, grazie all'eutanasia che è legale in Belgio ormai dal 2003.

La campionessa, medaglia d'oro a Londra 2012 e argento e bronzo nel 2016 ai Giochi paralimpici di Rio de Janeiro, si era ritirata proprio nel 2016 quando la malattia degenerativa che l'aveva colpita all'età di 14 anni era peggiorata al punto da averla portata alla paralisi e, nell'ultimo periodo, da averle provocato una serie di pericolose crisi epilettiche.

Vervoort, classe 1979, non aveva mai nascosto l'intenzione di ricorrere all'eutanasia quando il dolore sarebbe stato troppo da sopportare e già nel 2008 aveva firmato tutta la documentazione necessaria per permettere ai dottori, quando il momento sarebbe arrivato, di mettere fine alla sua vita.

Nel 2016, nell'annunciare il suo ritiro dal mondo dello sport, aveva ribadito pubblicamente la sua intenzione di andare fino in fondo:

Sono davvero spaventata, ma i documenti per l'eutanasia mi rasserenano molto, perché so che quando il dolore sarà troppo per me avrò i documenti pronti. E se non li avessi avuti mi sarei suicidata lo stesso.

Questa mattina da Diert è arrivata la conferma: Marieke Vervoort si è spenta poche ore fa, come da lei deciso ormai da anni.

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