Amstrong da Oprah, nella seconda puntata dell'intervista, si commuove parlando dei figli

Lance Armstrong, il gelido atleta che durante la prima parte dell'intervista da Oprah Winfrey (dopo il salto tutto quello che ha detto nella prima puntata) ha parlato del suo rapporto con il doping come se fosse stato una normale pratica a cui era impossibile rinunciare, si è commosso raccontando come, durante le vacanze di Natale, ha dovuto dire ai figli più grandi, quelli avuti dalla prima moglie Kristin Richard, che tutte le brutte cose che si sono dette su di lui sono vere.

Luke, il primogenito, 13enne, ha sempre difeso suo padre, gli ha sempre creduto e non gli ha mai fatto domande, semplicemente si fidava, e quando il suo eroe gli ha detto "Non difendermi più, quello che si dice su di me e il doping è tutto vero", ha risposto "Sei mio padre, ti voglio bene, questo fatto non cambierà nulla". Una reazione che Amstrong spiega così: "Per fortuna ha preso da Kristin e non da me".

Perché lui, invece, adesso considera se stesso come un bullo e un traditore. Quando Oprah gli ha fatto vedere un video del 2005, in cui negava con tutte le forze di aver usato doping, Armstrong ha detto che "quel ragazzo era un ragazzo che credeva di essere invincibile, tutti gli dicevano che lo era e lui ci credeva. Quel ragazzo esiste ancora, ma adesso finalmente sa di dover cambiare".

Insomma, Armstrong non ha negato quello che è stato, ha detto di essere solo all'inizio di un lungo percorso, di essere in terapia da uno psicologo, ha insistito sul fatto di volersi scusare con tutti per tutto il resto della sua vita, ma dall'altra parte, il suo spirito competitivo è sempre lì, dentro di lui, perché a lui piace ancora gareggiare, piace allenarsi e sogna di correre la maratona di Chicago quando avrà 50 anni, ma sa che probabilmente non potrà farlo.

Quando Oprah gli ha chiesto se pensa che la squalifica a vita sia giusta, lui ha risposto: "Merito di essere punito, ma forse non così duramente".
Armstrong ha ribadito che il motivo per cui ha deciso di parlare con Oprah non è perché vuole ripulire la sua immagine in modo da poter essere riabilitato e avere una diminuzione della squalifica. Lo ha fatto per i figli più piccoli avuti da Anna Hansen, che hanno due e tre anni e ancora non capiscono nulla, ma tutta questa vicenda avrà un impatto su di loro e lui vuole dimostrare di poter cambiare, di essere capace di smettere di dire bugie.
Le Foto più belle di Lance Armstrong
Le Foto più belle di Lance Armstrong
Le Foto più belle di Lance Armstrong
Le Foto più belle di Lance Armstrong

Alla domanda diretta di Oprah sulla possibilità che la squalifica a vita possa essere ridotta, Lance ha risposto: "Egoisticamente spero che la squalifica venga ridotta, ma realisticamente so che non può succedere".

Riguardo al fatto che il suo rapporto con il doping è finito nel 2005, spiega che quando è tornato al Tour nel 2009 ha chiesto la benedizione dell'ex moglie Kristin (che sapeva molto, ma non tutto e amava l'onestà) e lei gliel'ha concessa a patto che non si drogasse più e lui non l'avrebbe mai delusa, perciò nel 2009 era pulito ed è stato battuto da due atleti più forti di lui (arrivò terzo dietro Alberto Contador e Andy Schleck).

Armstrong ha parlato anche di quello che considera il suo sesto figlio, Livestrong, la fondazione che sostiene la ricerca sul cancro e dalla quale si è dovuto allontanare su richiesta degli altri membri del Consiglio. Quello è stato il momento più duro e anche il più umiliante: "Mi vergogno, sono avvilito" ha detto Lance.

Ora il Cowboy sta affrontando i suoi demoni, sa di essere solo all'inizio di un lungo percorso, e quando Oprah gli ha chiesto se si rialzerà lui ha risposto: "Non so che cosa succederà. Io sono caduto due volte: la prima, quando avevo il cancro, mi sono rialzato e sono diventato più furbo, ma ho perso la retta via, la seconda adesso, ma non voglio perdermi di nuovo, so che dopo tutto questo diventerò un uomo migliore".

Un uomo che avrà molti soldi in meno: "In un giorno ho perso 75 milioni di dollari che non torneranno mai più". Tutti i futuri introiti sono svaniti insieme con gli sponsor e poi non si sa cosa succederà dal punto di vista legale. Ma Armstrong dice che questo non è il peggior momento della sua vita, perché il peggiore è stato quando ha avuto la diagnosi di cancro ai testicoli nel 1996 e solo il 50% di possibilità di sopravvivere. Quella volta ha vinto e ora spera di vincere di nuovo.

Armstrong è tornato glaciale solo quando Oprah gli ha chiesto se è vero che i suoi rappresentanti avevano offerto 150mila dollari all'Usada, l'agenzia antidoping statunitense, e lui ha negato che sia mai successo.
Poi la conduttrice ha chiesto se nella sua storia, che è epica perché fatta di cadute, risalite e altre cadute, c'è una morale. Lui non ha saputo rispondere, ha solo ripetuto di essere stato un bugiardo, un bullo, un traditore e che queste sono cose che non si insegnano ai bambini. Poi è stata Oprah stessa a trovare una morale nelle parole che la ex moglie Kristin gli ha detto nel 2009: "La verità rende liberi".

Armstrong e il Doping, tutte le risposte dell'intervista-confessione: "Si dopavano tutti"


L'impressione che ha dato Lance Armstrong nella prima parte dell'intervista rilasciata a Oprah Winfrey è quella di un uomo che ha esaminato con freddezza il suo passato, che prende le distanze da quello che è stato, ma che allo stesso tempo si fa carico di tutte le sue colpe. Le parole sono sembrate quelle di un uomo pentito, ma lo sguardo ha dato la sensazione di una persona che non stava parlando di se stessa.

Vedendo l'intervista si capisce subito il senso delle parole dette da Oprah appena l'ha conclusa lunedì scorso: "è arrivato pronto". Verissimo. Lance Armstrong era pronto per questa confessione, l'ha vissuta come una liberazione, come un uomo che finalmente getta la maschera. Lo ha fatto capire quando ha detto: "Oggi sono più felice di quando vincevo tutto, uscivo con una popstar, ero ammirato e venerato da tutti. Ma sto dicendo che sono più felice oggi, non ieri", quindi oggi perché ha finalmente confessato, svelando a tutti chi era quando correva.

Insomma, Lance Armstrong non è certamente Alex Schwazer: a differenza del marciatore altoatesino, che ha confessato tra le lacrime e con le mani tremanti, durante l'intervista Armstrong non ha tradito alcuna emozione, è sembrato tranquillo, lucido, freddo in maniera quasi inquietante. Ha capito quanto male ha fatto soprattutto agli altri, sa di essere indifendibile e imperdonabile, ma probabilmente lui, in qualche modo, ha perdonato se stesso.

Oprah Winfrey è stata diretta e spietata: l'intervista a Lance Armstrong è cominciata con una serie di domande a cui l'ex ciclista ha dovuto rispondere solo con un sì o con un no e sono state le domande che tutti volevano fargli.

Oprah ha chiesto subito a Lance se ha usato Epo e la risposta è stata un chiaro, secco, detto con la semplicità di una persona che sta andando a prendere il caffè al bar... Oprah ha poi proseguito chiedendo a Lance se si è fatto trasfusioni, se ha usato testosterone e cortisone e la risposta è stata sempre .

Ed è stata sì anche alla domanda se ha vinto tutti e sette i tour drogandosi.
Lance ha risposto di no (con un sorrisetto) alla domanda se, secondo lui, ai suoi tempi era possibile vincere così tanto senza il doping.

Il texano ha più volte fatto capire che secondo lui nessuno tra i ciclisti della sua generazione avrebbe potuto vincere quanto lui senza usare sostanze proibite. Iniettarsi l'Epo, usare testosterone e cortisone, farsi trasfusioni per lui era come "mettere aria nelle gomme o acqua nelle borracce".

Armstrong ha raccontato di aver iniziato a usare sostanze proibite a metà degli anni '90 e di aver smesso nel 2005. Tutte le ipotesi di doping negli anni successivi sono dunque false. Quanto Oprah gli ha chiesto perché fino a pochi mesi fa ha negato così insistentemente di essersi dopato, lui ha risposto: "Questa è la domanda più logica... ho vissuto una grande bugia, avevo una vita perfetta, ero un vincente, avevo un matrimonio bellissimo, la mia immagine piaceva a tutti, ero considerato un eroe, ma era tutto falso".

Quando si dopava e vinceva, non si sentiva un traditore, un baro, si sentiva alla pari con tutti gli altri. Non ha fatto nomi, non ha voluto incolpare nessun altro, ha più volte ribadito che è tutta colpa sua, ma si è lasciato scappare che quelle voci secondo cui su 200 ciclisti solo cinque erano puliti alle gare da lui vinte, probabilmente sì, è vero.

Il cowboy ha poi negato di aver costretto i compagni di squadra a doparsi. Anche se era il leader del team e anche un manager e di fatto aveva il potere di lincenziare e assumere chi voleva, in realtà non ha mai licenziato nessuno e non ha mai chiesto agli altri di usare il doping.

Ora però sa di essere un truffatore. Lo sta capendo adesso vedendo la rabbia della gente e pensa che abbiano ragione a sentirsi tradite e a non volerlo perdonare e, ha aggiunto: "Chiederò scusa per tutto il resto della mia vita".

Quando Oprah gli ha chiesto se si sentiva sbagliato quando vinceva barando lui ha risposto di no e ha defininto la sua stessa risposta "scary", "spaventosa", poi Oprah gli ha chiesto se si sentiva in colpa e lui ha risposto ancora no, aggiungendo "ancora più spaventoso" e poi Oprah ha insistito: "Senti che stavi barando?" e lui, freddamente, ha risposto "No. Ed è la cosa più spaventosa".

Insomma, è come se lui avesse sempre pensato che in quel sistema per vincere non si poteva agire diversamente.
E tutto quello che lui voleva era vincere, perché, ha spiegato, doveva avere sempre tutto sotto controllo, dopo la malattia è diventato un bullo, arrogante e pronto ad attaccare tutti quelli che gli davano torto.

Tra le persone a cui sente di dover chiedere scusa per quanto duramente le ha attaccate in passato ci sono la ex massaggiatrice della sua squadra Emma o'Reilly e Betsy Andreu, la moglie di un suo compagno di squadra che gli è stato vicino nel periodo della malattia e che lo ha sentito confessare ai medici le pratiche dopanti a cui si sottoponeva.

Sul caso Floyd Landis, invece, compagno di squadra che è stato trovato positivo all'Epo ed è stato uno dei suoi primi accusatori, Armostrong ha detto che a lui non era andato giù il suo ritorno alle corse e quando Opra gli ha chiesto se rimpiange di essere tornato alle gare, Lance ha risposto di sì.

Per quanto riguarda la donazione fatta all'Uci, Lance ha spiegato che non era un tentativo di corrompere l'Unione ciclistica internazionale, ma gli è stata chiesta e lui l'ha fatta perché era ricco e non era un problema per lui dare quei soldi. Non c'entrano nulla, dunque, i controlli subiti in Svizzera nel 2001 ai quali, secondo Landis, Armstrong era stato trovato positivo e aiutato a coprire la vicenda proprio dall'Uci. L'ex ciclista ha più volte spiegato che lui non è mai stato trovato positivo perché in quel periodo le sostanze non erano rintracciabili e comunque non le usava durante le gare, ma durante la preparazione. Oggi, invece, le cose sono migiorate grazie al passaporto biologico e ai controlli al di fuori delle gare.

Sul rapporto con il dottor Michele Ferrari, Armstrong non si è sbilanciato, né Oprah ha insistito. Ha detto solo che non era lui la "mente" a capo di tutto il sistema doping nel ciclismo. E ha spiegato anche che non è vero che quello messo in atto da lui e dalla sua ex squadra era il più raffinato sistema di doping nel mondo dello sport, era molto professionale e furbo, ma non il migliore, quindi su questo l'Usada (agenzia antidoping americana) si sbaglia.

Se potesse tornare al giorno in cui l'Usada gli ha tolto tutti i titoli vinti dal 1998 in poi, il 22 ottobre scorso, Armstrong ha detto che potendo cambiare le cose avrebbe chiesto un paio di giorni per chiamare a sua famiglia e i suoi sponsor, per avvisarli prima, per confessare, per non far sapere loro in quel modo del suo passato da dopato.

Per quanto riguarda la possibilità di collaborare con l'Usada, Armstrong ha detto a Oprah che se ci saranno i presupposti giusti, se sarà invitato davanti a una commissione indipendente, accetterà l'invito.

Domani andrà in onda l'ultima parte della lunga intervista. Intanto stasera su Dmax, Canale 52 digitale terrestre, Canale 28 di TivùSat e canale 808 di Sky, anche gli italiani potranno vedere la confessione di Armstrong dalle ore 21.15.

Una delle interviste più attese della storia dello sport e della tv sta per andare in onda: la prima parte della chiacchierata tra la regina dei talk show americani e l'ex re del ciclismo sarà mandata in onda questa notte, alle ore 3 italiane (le 21 nella East Coast Usa), sul canale Own e in streaming sul sito web www.oprah.com.

Le anticipazioni dell'intervista-confessione di Armstrong


Finalmente tutto il mondo potrà ascoltare che cosa Lance Armstrong ha raccontato lunedì scorso a Oprah Winfrey e le parole sibilline dette in questi giorni dalla nota presentatrice ("Lance è venuto preparato", "Ha ammesso il doping, ma non nel modo in cui mi sarei aspettata") avranno un senso.

Capiremo fino a dove si è spinto il texano nella sua intervista-confessione, se e quali nomi ha fatto. Alla vigilia della messa in onda i giornali americani si sono scatenati con le anticipazioni, ma nessuna può essere considerata certa al 100%.

Il Washington Post ha scritto che secondo Amstrong altri atleti della sua ex squadra, la US Postal Service, facevano regolarmente uso di sostanze proibite e che il doping è endemico nel mondo del ciclismo.
Secondo il New York Daily News, il Cowboy non si sarebbe realmente pentito durante l'intervista, mentre USA Today ha sottilineato che secondo Armstrong i dirigenti dell'Uci erano a conoscenza dell'uso di doping da parte degli atleti.

In questi giorni di attesa e di illazioni, i pezzi grossi dello sport mondiale sono intervenuti sul caso. Il membro del Comitato Olimpico Internazionale Dick Pound ha detto alla Reuters che se Armstrong è effettivamente in grado di provare che l'Uci ha insabbiato il diffuso sistema di doping, il ciclismo rischia di essere bandito dalle Olimpiadi. Intanto, la medaglia di bronzo che lo stesso Armstrong ha conquistato ai Giochi di Sidney nel 2000 è stata chiesta indietro dal Cio.

La Wada, agenzia dell'antidoping mondiale, attraverso il suo direttore David Howman, ha chiarito che le rivelazioni di Armstrong potranno essere prese in considerazione solo se ripetute sotto giuramento e che un'intervista a uno show tv non fa testo.

Armstrong, subito dopo aver rilasciato l'intervista, è volato alle Hawaii e si è fatto vivo solo con un giornalista dell'Associate Press, Jim Litke, al quale ha detto che la gente giudicherà se è stato genuino nel corso della sua confessione in tv e che per quanto riguarda il suo futuro ora pensa solo a occuparsi dei suoi figli.

In Italia potremo vedere l'intervista su Dmax (Canale 52 digitale terrestre, Canale 28 di TivùSat e canale 808 di Sky). A partire dalle 21.15 di venerdì 18 e alla stessa ora di sabato 19 gennaio andrà in onda l'intervista divisa in due parti proprio come ha deciso di trasmetterla Oprah anche negli Usa.
Qui su Outdoorblog potrete leggere tutti i passaggi salienti dell'intervista.

Foto | © Getty Images

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